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Carraro: «L'importante è l'idea»

Di pbadm
16 Dic 2002

Morellato, leader europeo e mondiale nel settore dei cinturini per gli orologi, ha archiviato il 2002 con un fatturato di 60 milioni di euro e con circa 500 dipendenti, dei quali 300 in Italia. Fondata nel 1930 a Bologna, trasferita dopo la guerra vicino a Padova, questa azienda ha cominciato ad ampliarsi e diversificare la produzione già a metà degli anni Ottanta, procedendo però per affinità. Così ha aperto la Arca Astucci, oggi leader italiana nella produzione di astucci per gioielli e, nel 2000, ha iniziato a produrre, distribuire e pubblicizzare una linea di gioielli con il marchio Morellato. Come spiega Massimo Carraro, contitolare e amministratore delegato del gruppo.

Ma non è un settore fin troppo fornito, quello della gioielleria? «Negozi ce ne sono moltissimi, il doppio della Germania e addirittura il triplo della Francia, ma il prodotto è quello tradizionale: molto importante, legato alle grandi occasioni, il fidanzamento, le nozze, la nascita del f�glio. Noi invece proponiamo un uso diverso per gioielli diversi».
Un esempio? «Quanti ne vuole. Basta osservare la donna di oggi, che si muove, che lavora, che ha mille impegni, per capire che vuole un gioiello da giorno, easy to wear, facile da portare. Non impegnativo. Il successo che abbiamo ottenuto conferma che era un'idea giusta».

Provi a dire qualche cifra. «In tre anni siamo arrivati a 22 milioni di euro, in un settore che negli ultimi cinque anni ha avuto una diminuzione dei volumi del 35%. Significa che abbiamo saputo cogliere un bisogno inespresso».

Estratto da CorrierEconomia del 16-12-02 a cura di Pambianconews

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