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Geox: stile e tecnologia, così vincono gli italiani

Di pbadm
17 Set 2002

Industriale e inventore, Mario Moretti Polegato, fondatore della Geox è a capo dell’ottavo gruppo mondiale nel settore della calzature. Secondo la news letter specializzata Shoe Intelligence con circa 180 milioni di euro di fatturato previsto (+2530 per cento) nel 2002 Geox è oggi anche il numero uno italiano nel comparto delle scarpe comfort. Ce n’è abbastanza per chiedere il parere di Moretti Polegato sulle tendenze del settore e sul futuro della scarpa made in Italy.

Cominciamo dalla congiuntura. Il panorama sembra grigio, non trova?
«Il settore è in difficoltà anche per le grandi incertezze dell’economia mondiale. Le vendite in Europa e negli Stati Uniti non vanno bene. Anche l’euro ha provocato un po’ di rallentamento degli acquisti. Certo, c’è l’Estremo Oriente che continua a tirare ma non basta. Senza contare un problema che riguarda proprio il mercato italiano».

La scarpa made in Italy è particolarmente apprezzata all’estero. Lei non crede che, a parte il rallentamento congiunturale questo ruolo sia destinato a rafforzarsi nel futuro?
«Beh, qui bisogna fare chiarezza. è vero che il 60-70 per cento delle scarpe italiane sono vendute all’estero. Però l’80 per cento della quota esportata riguarda lavorazioni conto terzi. Si tratta cioè di scarpe che arrivano nei negozi americani od europei senza un marchio proprio».

Eppure basta fare un giro negli Stati Uniti per vedere un sacco di marchi italiani..
«Si tratta in gran parte di aziende americane che adottano marchi italiani di fantasia. In realtà a parte New York e a una serie di griffe forti negli Stati Uniti siamo poco presenti. Mentre io resto convinto che negli Usa ci sia un grande spazio per i nostri prodotti».

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