Si chiude con un accordo la vertenza sui licenziamenti nei siti produttivi italiani di Alexander McQueen. Il 4 giugno, al Ministero del Lavoro, le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno trovato un’intesa con il gruppo Kering che ribalta la posizione iniziale della maison: nessun licenziamento unilaterale, uscite solo su base volontaria con incentivi economici, e procedure rinviate almeno fino a settembre.
Un risultato che arriva sulla scia della mobilitazione del 20 maggio, quando – in un maxi sciopero che ha coinvolto trasversalmente la forza lavoro di Kering, a cui la maison fa capo – quasi mille lavoratori erano scesi in piazza a Scandicci, scagliandosi contro contro il piano di rilancio presentato dal CEO, Luca de Meo.
L’intesa ridimensiona sensibilmente il piano iniziale: gli esuberi scendono da 54 a 35 in totale, anche grazie a dimissioni e ricollocazioni avvenute nel corso della trattativa. Sul polo di Novara – il più colpito, con 38 esuberi annunciati su 54 – le uscite si fermano a 25. Chi aderirà entro la prima metà del mese riceverà un incentivo pari a 12 mensilità più altre 8 (20 in totale); dalla seconda metà, gli incentivi scaleranno in base alla tempistica delle dimissioni. I lavoratori di McQueen hanno approvato l’accordo all’unanimità in assemblea.
Per le parti sociali il saldo è positivo, ma con riserva. “Grazie alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori e all’iniziativa sindacale di mobilitazione è stato possibile modificare in modo significativo l’impostazione iniziale dell’azienda”, hanno dichiarato le organizzazioni nella nota. Resta però aperta la questione degli ammortizzatori sociali, definiti “un grande assente” nell’accordo, con i sindacati che ribadiscono come la gestione degli esuberi debba avvenire attraverso strumenti collettivi, senza scaricare sui singoli il costo della riorganizzazione. Da qui a settembre le sigle monitoreranno le uscite e lavoreranno per un’applicazione condivisa del piano “Reconkering”.
A pesare sul bilancio della vertenza è soprattutto la situazione novarese, dove lo stabilimento è dedicato alla prototipazione di linee d’abbigliamento. “Sono eccellenze e patrimonio della città”, ha detto Cristian Bertuletti di Filctem Cgil Novara, annunciando l’intenzione di coinvolgere le istituzioni locali per favorirne la ricollocazione sul territorio. Entrambi i sindacalisti puntano i riflettori sul nuovo amministratore delegato di McQueen, Gianfranco D’Attis, subentrato a Luca de Meo alla guida del marchio: “Monitoreremo i movimenti dell’azienda”.
Sul caso si è espressa anche la Regione Piemonte: il governatore Alberto Cirio, insieme agli assessori Daniela Cameroni e Maurizio Marrone, ha assicurato che “la Regione non lascerà soli i lavoratori”, mettendo a disposizione centri per l’impiego e strumenti di politica attiva del lavoro.



