Stefano Ricci approda nella Capitale e apre la sua prima boutique nel cuore di Roma, e sceglie la Galleria Doria Phamphilj come cornice per presentare la collezione primavera/estate 2027, ispirata alla Tanzania. La sfilata si è svolta tra i capolavori di Caravaggio e Velázquez custoditi dalla galleria romana, in occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio della maison fiorentina.
La boutique, invece, situata in via Bocca di Leone 30, a pochi passi da piazza di Spagna, si sviluppa su 180 metri quadrati all’interno di un palazzo vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti. Lo spazio riprende il concept tipico del brand, con arredi in radica californiana dark e pietra serena. “Come visione strategica, continuiamo a investire in progetti che rafforzano il posizionamento a livello internazionale”, commenta in una nota ufficiale il CEO Niccolò Ricci. “Per questo abbiamo scelto Roma per la preview della collezione, in una delle aree iconiche del lusso”, specifica il manager calcando sulla rilevanza della nuova location nel percorso di sviluppo del marchio.
L’apertura romana si inserisce in una fase di consolidamento per Stefano Ricci Spa dopo i risultati a doppia cifra degli anni precedenti. Il gruppo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 217 milioni di euro, in crescita dell’1 per cento. Lo stesso management ha indicato un avvio positivo per il 2026, nonostante le forti criticità geopolitiche, con ricavi in aumento del 4% a fine maggio, trainati in particolare dagli Stati Uniti. La strategia di espansione geografica prevede inoltre nuove aperture a Batumi, in Georgia, e a Città del Messico nel corso del 2026.
Accanto allo sviluppo retail, la maison sta proseguendo nel rafforzamento della propria integrazione produttiva. Il gruppo ha aperto infatti due mesi fa un nuovo stabilimento di circa mille metri quadrati a nord di Firenze, dedicato alla produzione degli accessori in metallo utilizzati nelle collezioni, e ha trasferito il proprio pantalonificio di Arezzo in una nuova sede di dimensioni analoghe. La società sta inoltre sviluppando l’area interior design, con divani, porcellane e cristalli.
Il tema della Tanzania è al centro anche del nono capitolo del progetto ‘Stefano Ricci explorer mission’. Il programma ha toccato negli anni destinazioni come le Galapagos e il Perù, affiancando alla dimensione narrativa un sostegno concreto a realtà locali. Per questa tappa, la label ha avviato una collaborazione con il Jane Goodall Institute Tanzania, a supporto dei programmi di ricerca dedicati agli scimpanzé e alla tutela della biodiversità. Il progetto prevede il sostegno a un percorso universitario di lavoro sul campo a Gombe Stream per un giovane studente tanzaniano, con l’obiettivo di accompagnarlo verso un’attività di ricerca nel centro studi sul lago Tanganica. “Il nostro contributo mira a sostenere, concretamente, un progetto di grande valore scientifico e ambientale, in linea con una visione di responsabilità nei confronti dei territori e delle comunità locali, questa volta in nome della grande ricercatrice Jane Goodall, scomparsa pochi mesi fa”, commenta il progetto Niccolò Ricci.
Il viaggio in Tanzania ha dato origine anche a un film e a una campagna fotografica. Le immagini sono state scattate da Ami Vitale, explorer at large di National Geographic, e raccolte in un libro. Filippo Ricci, direttore creativo della maison, in sede dell’evento ha descritto un percorso dal sud al nord del Paese, tra il Tarangire National Park, il Serengeti, il Gombe Stream e il lago Tanganica. Il video mostra i capi della nuova collezione sullo sfondo dei baobab, dei paesaggi del Serengeti e delle foreste di Gombe, includendo anche riferimenti alla cultura Maasai.





