Due visioni lontane ma, allo stesso tempo, vicine. La Fondazione Museo del Tessuto di Prato ha inaugurato lo scorso weekend l’esposizione ‘Azzedine Alaïa, Cristóbal Balenciaga. Scultori della forma’, un dialogo tra i due couturier che conclude il programma espositivo del cinquantesimo anniversario del museo. Nata grazie alla collaborazione con la Fondazione Azzedine Alaïa di Parigi, che aveva originariamente allestito la retrospettiva nel 2021, la mostra è curata da Olivier Saillard e si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e della partecipazione di Balenciaga Archives di Parigi.
Come raccontato durante la conferenza stampa Carla Sozzani, presidente della Fondazione Azzedine Alaïa, l’idea del dialogo espositivo nasce da un desiderio di Hubert de Givenchy. Pochi mesi dopo l’addio di Alaïa, avvenuto nel 2017, e decenni dopo quello di Balenciaga, scomparso nel 1972, Givenchy confida alla Fondazione parigina il desiderio di riunire i due grandi talenti, entrambi sperimentatori di forme e volumi. Il couturier iberico si è fatto portavoce di silhouette architettoniche ariose mentre lo stilista tunisino ha sempre prediletto indumenti aderenti alle forme del corpo femminile come una seconda pelle
Venticinque creazioni di Azzedine Alaïa dialogano con altrettanti capi di Cristóbal Balenciaga negli spazi espositivi della ex fabbrica Campolmi fino al 3 maggio 2026. Accanto ai capi, il Museo del Tessuto espone per la prima volta in Italia 12 disegni originali di Balenciaga datati tra il 1950 e il 1968, provenienti da Balenciaga Archives di Parigi. I disegni, alcuni dei quali riportano note tecniche per la sartoria e campioni di tessuto, sono affiancati da altrettante foto di indossato originali.
Entrambi rifiutano le tempistiche imposte dal sistema moda; Balenciaga preferisce chiudere l’atelier piuttosto che convertirsi al prêt-à-porter e Alaïa pone fine all’incessante rincorrersi delle collezioni, scegliendo autonomamente i momenti più opportuni per presentare il proprio lavoro.
Come Azzedine racconta, quando nel 1968 la Maison Balenciaga chiuse definitivamente, lui, allora giovane stilista emergente fu chiamato da Mademoiselle Renée, storico vicedirettore generale della Maison, a scegliere una selezione di creazioni del Maestro Balenciaga, lo stilista partì proprio da questa esperienze per dare iniziare a collezionare personalmente i capi più rappresentativi non solo di Balenciaga ma anche di altri importanti innovatori del fashion.
Completano la mostra il film sulla vita e il lavoro di Azzedine Alaïa realizzato da Joe McKenna, fashion editor e stylist, e un video inedito con le presentazioni delle collezioni haute couture estate 1960 e 1968 di Balenciaga, proveniente da Balenciaga Archives di Parigi.




