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Hermès inarrestabile. Nove mesi in crescita (+6%) ma non conquista gli analisti

Di Redazione
22 Ott 2025
Hermès inarrestabile. Nove mesi in crescita (+6%) ma non conquista gli analisti

Hermès P/E 26 (Ph. Launchmetrics/Spotlight)

Una performance ancora in territorio positivo per Hermès, che come di consueto aggiunge una nota più rosea alla stagione delle trimestrali del lusso. La maison francese ha chiuso il suo terzo trimestre dell’anno con una crescita a cambi correnti del 5% (+10% a valuta costante), raggiungendo i 3,9 miliardi di euro. Nei primi nove mesi, complessivamente, il player d’alta gamma ha raggiunto gli 11,9 miliardi di euro, mettendo a segno un rialzo del 6% a cambi correnti (+9% a valuta costante).

“Nel terzo trimestre – ha commentato a margine dei risultati Axel Dumas, presidente esecutivo – Hermès sta mantenendo la sua rotta, grazie a una solida crescita che riflette la forza del nostro modello. Restiamo concentrati sulla gestione delle incertezze, grazie alla fedeltà dei nostri clienti e all’impegno dei nostri dipendenti”.

Guardando alle aree geografiche presidiate, nel terzo trimestre le vendite in Asia (escluso il Giappone) sono cresciute dello 0,3% (+6,2% a cambi costanti); il Giappone è cresciuto dell’8% a cambi correnti. Dall’incontro con gli analisti è emersa anche una performance in miglioramento per la Greater China, ancora un mercato chiave per Hermès e i luxury goods in generale (di cui rappresenta circa un terzo della domanda), e che ha registrato un miglioramento terzo trimestre, superando i competitor, riporta Reuters. Segnali di miglioramento, sebbene più timidi, anche da parte dei rivali, come Lvmh, i cui risultati hanno preceduto quelli di Hermès e da cui è emerso un andamento nella Cina continentale cresciuto “single to hight single digit”. Hermès avrebbe beneficiato della “fedeltà della clientela locale”, secondo la nota finanziaria, e ha rinnovato e ampliato diversi negozi nella regione.

Intanto, i ricavi delle Americhe sono aumentati del 7,2% (+14,1% a cambi costanti), raggiungendo i 714 milioni di euro. L’Europa (esclusa la Francia) ha assistito a una progressione delle vendite dell’,8,3%, mentre guardando più da vicino la Francia, le vendite sono balzate in avanti del 10,4% grazie a “un’attività sostenuti in tutti gli store”.

Guardando al versante prodotto, le vendite generate da pelletterie e selleria, tradizionalmente core business di Hermès, sono salite dell’8,1% a 1,7 miliardi di euro, trainate dalla “forte domanda di prodotti iconici”, come le intramontabili borse ‘Birkin’ e ‘Kelly’, ma “anche dalle nuove collezioni”. La divisione ready-to-wear e accessori è cresciuta del 2%, mentre gli “altri settori” dell’6,4 per cento. In rallentamento la divisione beauty, in calo del 8,6% nel trimestre, e il segmento seta e tessile (-0,7 per cento).

Secondo Deutsche Bank, i risultati sono lievemente al di sopra del consensus, in particolare se considerati a cambi costanti, ma appaiono “leggermente deludenti su un orizzonte temporale di due anni, dato un rallentamento sequenziale di circa un punto percentuale rispetto al secondo trimestre”. Inoltre, per un player come Hermès una crescita a cambi costanti del 10% “è considerato il minimo richiesto dagli investitori”.

Anche secondo Bernstein, la crescita a valuta costante ha superato lievemente le stime (che si fermavano a +9,4%), e “considerando che la focalizzazione sul breve termine ha penalizzato il titolo e la sua recente performance poco brillante, prevediamo che questo dato dovrebbe essere sufficiente a sostenere le azioni”.

Nonostante un quadro di generale positività, infatti, le azioni di Hermès sono calate di circa tre punti percentuali nelle prime contrattazioni alla Borsa di Parigi, e al momento il titolo accusa un -4,3 per cento. Secondo gli analisti di Jeffries, si legge anche sull’agenzia di stampa, molti investitori trovano la prevedibile coerenza del player “poco entusiasmante”, soprattutto se guardata paragonandola ad altre storie di crisi e ripresa. Basti pensare a Kering, di cui usciranno i risultati questo pomeriggio, alla chiusura dei mercati.

Una tesi sicuramente avvalorata dalla storia di Hermès, di certo non nota per scossoni e stravolgimenti, ma che proprio nella giornata di oggi sembra stridere, alla luce della nomina annunciata ieri di Grace Wales Bonner come nuova direttrice creativa del menswear della maison. Quello della stilista, sebbene rappresenti ormai un nome noto in quanto vincitrice di numerosi premi, fondatrice e guida creativa del brand che porta il suo nome e guest designer di Pitti di due anni fa, appare comunque ‘disruptive’ per una maison notoriamente conservatrice: la stessa Wales Bonner ha preso il posto appena lasciato vacante da Veronique Nichanian, alla guida del prêt-à-porter maschile per ben 37 anni.

Guardando all’outlook per il 2025, la società ha confermato il proprio piano di crescita a medio termine in termini di ricavi a cambi costanti, “nonostante un contesto economico e geopolitico sempre più incerto”.

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