“Il 2025 è già un successo per noi. Sono particolarmente felice di vedere che il nostro business performance sta crescendo con forza in tutte le categorie e in tutte le regioni”, ha dichiarato il CEO di Adidas, Björn Gulden, commentando i risultati preliminari del terzo trimestre dell’anno. Il colosso tedesco continua infatti a beneficiare di un momento positivo: dopo un Q2 chiuso con un aumento del 2,2% (e i relativi dubbi in merito ai dazi statunitensi), i risultati preliminari del terzo trimestre mostrano ricavi pari a 6,63 miliardi di euro, in crescita del 12% a valuta costante per il marchio Adidas, spinti – si legge nella nota – “da un incremento a doppia cifra in tutti i mercati, le divisioni di prodotto, le categorie e i canali”.
Una trend positivo che ha portato Adidas a rivedere al rialzo le stime per l’intero anno: l’azienda prevede ora una crescita a doppia cifra dei ricavi a valuta costante per il marchio mentre in precedenza si stimava una crescita a un tasso elevato a una cifra. Considerando anche le vendite di Yeezy del periodo corrispondente nel 2024 (circa 650 milioni di euro), i ricavi a valuta costante dovrebbero aumentare di circa 9%, con una proiezione di 25 miliardi di euro. L’utile operativo è ora atteso intorno ai 2 miliardi di euro, rispetto alla previsione precedente di un range tra 1,7 e 1,8 miliardi di euro. “Il miglioramento delle prospettive di redditività riflette il continuo slancio del marchio, le performance superiori alle attese e il successo degli sforzi per mitigare in parte i costi derivanti dall’aumento dei dazi negli Stati Uniti”, si legge nel report dell’azienda.
Come indicato nel documento, dopo la vendita dell’inventario restante di Yeezy alla fine del 2024, i risultati del terzo trimestre 2025 non includono alcun contributo derivante da Yeezy. Tuttavia, includendo le vendite di Yeezy registrate nel terzo trimestre 2024 (circa 200 milioni di euro), i ricavi a valuta costante sono aumentati dell’8 per cento.
Anche la redditività è in miglioramento: il margine lordo è salito di 0,5 punti percentuali, attestandosi al 51,8%, nonostante l’impatto negativo dei movimenti valutari sfavorevoli e dei maggiori dazi doganali. Il risultato operativo è salito a 736 milioni di euro (2024: 598 milioni di euro), con un margine operativo del 11,1% (2024: 9,3 per cento).
In precedenza, Adidas aveva annunciato la possibilità di aumentare i prezzi negli Stati Uniti per compensare parte dei costi dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, che avrebbero aggiunto circa 200 milioni di euro ai suoi costi nella seconda metà dell’anno. Le sue scarpe Samba, il modello più venduto, che in passato partivano da 90 dollari, ora – riporta Reuters – sono vendute a partire da 100 dollari sul sito statunitense. Secondo quanto si legge nel report di Deutsche Bank, Adidas ha anche mitigato l’impatto dei dazi statunitensi, ottenendo 100 milioni di euro da una riduzione dei dazi e 150 milioni di euro grazie a una performance migliore rispetto alle aspettative.
Il numero due dello sportswear mondiale ha registrato un superamento di circa 40 milioni di euro rispetto alle previsioni di consenso per l’Ebit del terzo trimestre (circa 6% per il trimestre e 2% per l’intero anno), ma – riporta Deutsche Bank – “la parte importante è che ha aumentato la previsione dell’Ebit di 250 milioni di euro al valore medio di 2 miliardi di euro (rispetto alla previsione precedente tra 1,7 e 1,8 miliardi di euro)”. Il consenso era già fissato a 2 miliardi di euro, ma ci si aspetta che questo possa salire leggermente fino a 2,081 miliardi di euro. La crescita delle vendite del marchio adidas nel terzo trimestre, pari al 12%, è stata in linea con le stime del consenso, anche se la crescita delle vendite riportata (+3%) ha deluso a causa di un maggiore impatto della traduzione valutaria.
“Sono estremamente orgoglioso di ciò che i nostri team hanno realizzato nel terzo trimestre, registrando ricavi record. La crescita del 12% per il marchio Adidas, che porta il fatturato totale a 6,63 miliardi di euro, è il miglior risultato trimestrale che abbiamo mai raggiunto come azienda”, ha commentato il CEO di Adidas, Björn Gulden, pur restando cauto. “L’ambiente resta volatile, con l’aumento dei dazi negli Stati Uniti e molta incertezza tra rivenditori e consumatori in tutto il mondo, ma i nostri team lavorano duramente e il nostro brand continua a risuonare positivamente presso i consumatori”.
“Ora l’obiettivo – ha concluso Gulden – è affrontare al meglio il passaggio al 2026, che sarà un altro anno sportivo entusiasmante, con le Olimpiadi invernali all’inizio, il più grande Mondiale di calcio di sempre e molti altri grandi eventi in arrivo. Adidas è un’azienda sportiva che unisce sport e cultura street. Vendiamo performance, comfort e lifestyle, e vediamo una domanda globale in crescita in tutti questi segmenti. Per questo guardiamo con ottimismo al futuro”.



