Nel 2024 le autorità doganali e di vigilanza del mercato dell’Unione europea hanno intercettato 112 milioni di merci contraffatte per un valore di 3,8 miliardi di euro, il secondo più alto mai registrato. È quanto è emerso dal rapporto della Commissione europea e dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo).
Le autorità doganali hanno sequestrato circa 20 milioni di articoli alla frontiera dell’Ue, per un valore stimato di 1,5 miliardi di euro, il valore più alto degli ultimi dieci anni. Tutti gli altri sono stati intercettati quando circolavano già negli Stati membri. E sebbene il numero totale di beni requisiti sia inferiore al record stabilito nel 2023, quest’anno segna comunque il secondo più alto della serie. Rispetto al 2022, i sequestri nel 2024 sono aumentati di oltre il 30%, a sottolineare la persistente portata e complessità delle violazioni della proprietà intellettuale nei mercati fisici e digitali.
Per quanto riguarda la merceologia, più di un terzo dei prodotti sequestrati sono CDs o DVDs registrati (34,84%) mentre il 17,8% sono giocattoli. Tra le categorie principali in base al numero di articoli sequestrati, l’abbigliamento rappresenta il 7,5%, gli accessori il 6,25%, le sigarette il 4,4% e infine profumi e cosmetici il 3 per cento.
Con una lente sulla geografia dei sequestri, come si legge nel rapporto, il 90% del volume e del valore dei prodotti contraffatti è stato sequestrato dalle autorità di sette Stati membri: Italia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Polonia. Il 69,3% degli articoli sequestrati è stato intercettato in territorio italiano. Per quanto riguarda il controllo delle frontiere, gli Emirati Arabi Uniti sono tra i primi tre paesi di origine delle merci contraffatte (e salgono per la prima volta sul poco invidiabile podio con il 5,5%), insieme ai “soliti sospetti” Cina e Turchia, origine rispettivamente del 42% e del 18% dei prodotti contraffatti. Ciò potrebbe indicare un cambiamento nella catena di approvvigionamento globale. Nonostante l’aumento dei volumi dell’e-commerce e i relativi sequestri, il trasporto via mare rimane la principale modalità di trasporto per gli articoli sequestrati alla frontiera.



