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Eurojersey verso un 2025 di mantenimento. Crespi: “Focus su innovazione e giovani talenti”

Di Laura Bittau
10 Lug 2025
Eurojersey verso un 2025 di mantenimento. Crespi: “Focus su innovazione e giovani talenti”

Eurojersey (Sensitive Fabrics) A/I 2026-27

Si chiama ‘The Flair Edition’ la collezione autunno/inverno 2026-27 di Eurojersey, presentata tra i corridoi della 41esima edizione di Milano Unica, fino a oggi, 10 luglio, presso i consueti spazi espositivi di Fiera Milano Rho. Come di consueto, i tessuti Sensitive Fabrics dell’azienda del Gruppo Carvico combinano moda e comfort, in un connubio che è la sua cifra stilistica.

Sullo sfondo, un primo semestre “in linea con la prima metà del 2024, ma non privo di complessità che difficilmente si dissiperanno nella seconda parte dell’anno”, ha raccontato a Pambianconews, con tono realista ma fiducioso, il direttore generale Andrea Crespi. L’outlook dell’azienda delinea un 2025 anch’esso di mantenimento, con ricavi attesi a quota 70 milioni, in linea con il 2024.

Un risultato qualificabile come positivo in un contesto “di riequilibrio”, come lo aveva definito lo stesso Crespi, seguito “ad anni di produzione e consumi ipertrofici, a cui è inconcepibile pensare di ritornare”. E in questo cambio di paradigma “verranno inevitabilmente premiate le aziende che sapranno fare meno e meglio. In quest’ottica, noi produciamo prodotti costosi, e non cari, perché dietro c’è un investimento nella qualità del prodotto stesso ma anche nelle persone che ci lavorano”.

Su questo fronte, infatti, prosegue il ‘Progetto Talenti’, di reclutamento e formazione di nuove risorse in azienda, o valorizzazione di quelle esistenti e più promettenti: figure giovani e professionalizzate, con ruoli perlopiù tecnici che spesso il tessile e i settori manifatturieri faticano a conquistare. “Non basta più lo stipendio per attrarli, ma work-life balance e welfare, oltre a prospettive di crescita futura. E poi una leadership che sappia adoperare innanzitutto le soft skills”.

Aggiornato, inoltre, il piano di sostenibilità 2030 delineato dal gruppo nel 2024 e in linea con gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Tra gli investimento nel breve termine, la regolamentazione sul trattamento delle acque reflue nell’impianto produttivo dell’azienda, mirato a ridurne l’impatto ambientale, e l’installazione di un nuovo impianto di depurazione al fine di aderire alle normative in merito in arrivo nel 2026.

Per quanto riguarda la ripartizione delle quote di fatturato del player tessile, resta pressoché invariato l’equilibrio tra Italia ed estero, che rappresentano rispettivamente il 20% e l’80% del fatturato totale con l’Europa che – in quanto primo mercato – pesa il 70%, soprattutto grazie a – Italia a parte – Germania, Francia e Olanda. Seguono il Nord America (21%) e l’Asia e Oceania (7 per cento).

Sul versante delle categorie merceologiche, l’abbigliamento pesa il 40% del totale (soprattutto womenswear, anche se Crespi sottolinea come l’azienda stia presidiando sempre di più anche il segmento maschile), mentre lo sportswear vale il 25 per cento. Chiudono il beachwear e l’intimo, con quote rispettivamente pari al 15% e al 10 per cento.

Tra i segmenti in particolare espansione per il marchio, quello sportivo in Cina e in Europa (dove cresce anche l’abbigliamento), e in generale il mondo dell’activewear.

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