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Filatura italiana, il 2024 si conferma in negativo (-9,8%). In calo anche il Q1

Di Redazione
01 Lug 2025
Filatura italiana, il 2024 si conferma in negativo (-9,8%). In calo anche il Q1

Courtesy of Pitti Immagine

Riflettori nuovamente accesi sulla Fortezza da Basso, ora per l’edizione numero 97 di Pitti Filati. Parte oggi primo luglio, infatti, e occuperà gli spazi espositivi fino a giovedì 3 luglio l’appuntamento dedicato al mondo dei filati e della maglieria.

Questa volta i riflettori saranno puntati sulle collezioni autunno inverno 2026-2027 di 130 aziende tra le principali filature italiane e internazionali. Accanto alle proposte delle sezioni speciali Knitclub, CustomEasy e Institutional Area, le tendenze emergenti saranno presentate nel nuovo Spazio Ricerca. Quest’ultimo, in particolare, curato da Angelo Figus, Carrie Hollands e Manuela Sandroni, è all’insegna del tema D-Tale ed è pensato come un viaggio nei percorsi della storia della moda presentato attraverso 72 manichini realizzati in collaborazione con le filature che partecipano al salone.

Come tutti i saloni di Pitti Immagine, anche la kermesse fiorentina del tessile gode del consueto sostegno del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e di Agenzia Ice, oltre a quello di Unicredit in qualità di main partner.

A fare da sfondo all’avvio della fiera ci sono i dati preliminari elaborati dal Centro Studi economici di Confindustria Moda, che confermano un 2024 in negativo per la filatura italiana. Il calo pronosticato all’inizio dell’anno, in occasione della precedente edizione di Pitti Filati, e che si attestava a -6,2% si è rivelato ottimistico: a consuntivo il fatturato settoriale rileva una contrazione più marcata, pari al 9,8% su base annua, che si traduce in una perdita di circa 281 milioni di euro in dodici mesi. Il turnover del comparto cala, dunque, a 2,6 miliardi di euro.

La filatura laniera si conferma il comparto preponderante, assicurandosi l’82,6% del turnover complessivo, mentre il filato di cotone copre il 13,4%, seguito dal filato liniero circoscritto al 4 per cento. Ciascun comparto risulta interessato da un andamento negativo; la filatura cotoniera, con una variazione del -11,6%, sperimenta il calo maggiore, seguita dai filati linieri, in perdita del 10,1%, e da quelli lanieri, che flettono del 9,4 per cento.

Anche il valore della produzione (variabile questa che si propone di stimare il valore della sola attività produttiva svolta in Italia al netto della commercializzazione dei filati importati, spiega la nota), nel 2024, permane in territorio negativo, accusando una contrazione del 9,6 per cento.

Guardando invece a import ed export, sia i flussi in entrata che quelli in uscita sono interessati da una dinamica negativa. A calare maggiormente, nello specifico, sono le importazioni che, con una variazione negativa del 16,5%, calano a 783 milioni di euro, mentre l’export, sceso a 786 milioni di euro, registra una contrazione pari al -9,4 per cento.

Anche il 2025 sembra non essere iniziato sotto i migliori auspici. Lo studio di Confindustria Moda su un campione di aziende associate alla federazione e operanti nel comparto della filatura rilevano, per il primo trimestre dell’anno, flessioni con riferimento al fatturato ma soprattutto alla produzione. Un trend confermato anche  dall’indice di produzione industriale Istat relativo alla filatura, che nei primi tre mesi del 2025 mostra una contrazione dell’8 per cento.

Sofferente anche l’export, che a valore accusa un -10,8%, che lo porta a quota  202,4 milioni di euro, e l’import, sceso a 198,4 milioni (-2,1 per cento).

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