Apre domani a Milano Officina Circolo, il nuovo showroom di Circolo 1901, e lo fa con un concerto che è tutto fuorché convenzionale. Ospite d’eccezione dell’inaugurazione sarà Charlemagne Palestine, figura leggendaria della musica sperimentale americana. Un incontro simbolico tra due mondi che, pur parlando linguaggi diversi, condividono la stessa tensione verso l’essenza delle cose: la materia per Circolo 1901, il suono per Palestine.
Fin dalla sua fondazione, il brand italiano ha fatto della ricerca sulla natura del tessuto la propria missione. Circolo 1901 è riuscito a dare forma a capi dalla silhouette classica, ma dalla vestibilità morbida e confortevole. Un esempio su tutti: la Easy Jacket, nata nel 2008 da un’intuizione del fondatore di Circolo 1901, Gennaro Dargenio, che trasformò la felpa in una giacca elegante, segnando l’inizio di una nuova idea di sartorialità e da cui è iniziata la storia del marchio.
Palestine rappresenta nella musica l’anelito alla ricerca che Circolo 1901 ha adottato nel mondo della moda. Nato a Brooklyn nel 1947, tra i pionieri della drone music, Palestine ha trascorso la vita a esplorare la natura stessa del suono, trasformando ogni performance in un’esperienza mistica, ipnotica e fisica. Le sue esibizioni, con pianoforti, organi, oggetti totemici e gesti rituali, travalicano il concerto per diventare autentici atti di presenza.
Così come Palestine attraversa i confini tra suono e spiritualità, Circolo 1901 supera quelli tra moda formale e comfort. Un’affinità elettiva che ha trovato nello showroom milanese la sua cornice ideale. Oggi presente in oltre 25 paesi – tra cui Europa, Usa, Canada, Russia, Giappone e Singapore – Circolo 1901 continua a sperimentare, senza mai perdere di vista l’eleganza delle origini.



