Hermès ha registrato un fatturato consolidato di 4,1 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025, segnando un incremento del 7% a tassi costanti (9% a tassi di cambio correnti), leggermente sotto le aspettative degli analisti che attendevano una crescita tra l’8 e il 9 per cento.
Nel dettaglio delle aree geografiche, l’Asia (escluso Giappone che ha realizzato una crescita del 17 per cento) ha segnato un +1%, rallentata dal calo del traffico in Cina, ma supportata dalla fedeltà della clientela nonché dalla riapertura delle boutique di Taichung (Taiwan) e Bangkok. Le Americhe hanno messo a segno un +11%, con un ottimo andamento negli Stati Uniti, soprattutto a marzo. L’Europa è salita del +13%, con la Francia che ha incrementato il business del 14%, spinte dalla domanda locale e dal turismo. Infine il Medio Oriente ha messo a segno un +14 per cento.
Axel Dumas, presidente esecutivo del gruppo francese, ha dichiarato: “In un contesto geopolitico ed economico complesso, la maison rafforza i suoi fondamentali: qualità senza compromessi, creatività al centro dello sviluppo e integrazione verticale per preservare il know-how d’eccellenza. La fiducia dei nostri clienti e l’impegno dei team ci permettono di proseguire una crescita solida, nonostante una base comparativa elevata”.
I risultati hanno tuttavia deluso il consensus degli analisti. Gli esperti di Deutsche Bank hanno detto in proposito: “In termini assoluti, Hermès ha registrato un robusto aumento delle vendite con un +7%, ma è un risultato basso rispetto ai suoi standard elevati ed è leggermente inferiore alla consensus degli investitori che si attestava sull’8-9%. Le mancate vendite sono in gran parte dovute all’Asia, alle divisioni orologi e ai profumi rispetto ai nostri numeri. Alcuni titoli di interviste (Bloomberg) suggeriscono che Hermès aumenterà i prezzi per i dazi statunitensi del 10% a partire dal 1° maggio. Il management non prevede cambiamenti nelle prospettive per il 2025 nonostante l’incertezza. Tuttavia, ci aspettiamo che le azioni scendano oggi, data la leggera perdita a fronte di una società che ha ampiamente battuto le aspettative in passato”.
Più ottimistica la visione di Barclays, che confida nelle performance del gruppo d’Oltralpe seppure il primo trimestre sia stato leggermente inferiore alle attese. Definiscono la performance di Hermès un ‘slight miss’, “Cioè un piccolo scostamento negativo rispetto alle attese (7% vs 8% di crescita organica attesa dal consenso Bloomberg). Nonostante ciò, la visione resta positiva, la crescita è comunque solida e diffusa in quasi tutte le regioni. Il contesto globale è sfidante (in particolare la Cina), quindi una crescita anche modesta in Asia è già un risultato difendibile. Barclays non mette in discussione la solidità del modello Hermès, ma segnala che la Cina resta un’area da monitorare attentamente”. Anche Bernstein ha aumentato il proprio target price, riconoscendo la resilienza del modello di business di Hermès e la forte domanda per i suoi prodotti.
Nel dettaglio delle categorie merceologiche, come anticipato dagli analisti, i segmenti pelletteria e selleria sono cresciuti del 10%, grazie alla forte domanda e ai nuovi modelli di borse ‘Médor’ e ‘Mousqueton’. Abbigliamento e accessori hanno segnato un +7%, mentre seta e tessili si è fermata a +5 per cento. Flat, invece, le vendite di profumi e cosmetici (-0,5%) e l’orologeria, in decremento del 10 per cento.
Nonostante l’incertezza economica e geopolitica, Hermès conferma l’obiettivo di una crescita ambiziosa del fatturato a tassi costanti nel 2025. Hermès distribuirà inoltre 500 milioni di euro nell’anno ai propri collaboratori come parte del programma di condivisione del valore.
In mattinata, le contrattazioni vedono il titolo di Hermès in calo del 2,5 per cento.



