Secondo il Digital Infrastructure Report 2024 di Colt – player tecnologico per oltre 20mila clienti in più di 40 nazioni nel mondo – il 72% dei CIO (chief information officer) italiani ha concordato che l’adozione del cloud è uno dei modi migliori per allineare le strategie digitali agli obiettivi di sostenibilità della propria azienda. Nel 2024, Colt ha ridotto del 34% le proprie emissioni globali di CO2 rispetto allo scenario di riferimento del 2019, registrando un -6% rispetto all’anno precedente. Carlo Azzola, country manager Italy di Colt, ha spiegato a Pambianconews come è stato possibile e quali sono i principali ostacoli e benefici nell’adozione di infrastrutture digitali intelligenti.
Quali sono le principali caratteristiche delle infrastrutture digitali intelligenti che aiutano i CIO a raggiungere obiettivi di sostenibilità e governance?
Le infrastrutture digitali intelligenti hanno un forte impatto sull’efficienza e la gestione intelligente delle risorse. Le soluzioni cloud sono una parte importante di questo: consentono alle aziende di consolidare i carichi di lavoro, ridurre il consumo di energia e attingere a data center alimentati da energia rinnovabile. Nel Digital Infrastructure Report 2024 di Colt, il 72% dei CIO italiani ha concordato che l’adozione del cloud è uno dei modi migliori per allineare le strategie digitali agli obiettivi di sostenibilità. Un altro elemento centrale è l’automazione, che aiuta a ridurre gli sprechi ottimizzando le prestazioni di rete in tempo reale. Inoltre, stiamo assistendo a una spinta verso pratiche di economia circolare, il che significa che l’hardware viene riutilizzato e riciclato anziché rottamato. Un’altra caratteristica fondamentale è la virtualizzazione di rete (il cosiddetto network-as-a-service), che permette alle aziende di ottimizzare l’infrastruttura senza la necessità di un hardware fisico eccessivo. Ciò non solo riduce i costi, ma anche l’impatto ambientale. Le aziende italiane stanno adottando sempre più reti virtualizzate per gestire le risorse in modo più efficace e migliorare l’efficienza energetica complessiva.
Quali sono i principali ostacoli che i CIO incontrano nell’adozione di infrastrutture digitali intelligenti in termini di impatto ambientale e governance?
Sicuramente il primo ostacolo è rappresentato dal costo. In Italia, i CIO ci hanno segnalato che i vincoli finanziari sono la maggiore difficoltà quando si tratta di implementare soluzioni digitali sostenibili. È un po’ diverso dal quadro globale, dove la conformità normativa è stata classificata come la preoccupazione principale. Detto questo, le normative complesse svolgono ancora un ruolo: le aziende devono destreggiarsi tra i nuovi requisiti di rendicontazione della sostenibilità e allo stesso tempo capire come rendere l’investimento redditizio nel lungo periodo. C’è poi un divario di competenze. La trasformazione digitale incentrata sulla sostenibilità ha bisogno del talento giusto, e può essere difficile da trovare. Abbiamo anche identificato preoccupazioni sull’integrazione di nuove tecnologie sostenibili con sistemi legacy. Molte organizzazioni vogliono effettuare la transizione, ma hanno a che fare con infrastrutture obsolete che non sono costruite per le soluzioni di efficienza energetica odierne. Per superare questa sfida sono necessarie strategie di implementazione graduali e partnership con fornitori di tecnologia che sappiano come rendere il cambiamento più fluido.
In che modo l’intelligenza artificiale influenza le strategie di sostenibilità dei CIO e quali sono le principali sfide e soluzioni associate all’IA?
L’IA è un’arma a doppio taglio. Da un lato, è un punto di svolta per la sostenibilità: l’analisi predittiva può aiutare le aziende a prevedere l’uso di energia, l’automazione può ridurre gli sprechi e i processi basati sull’IA possono rendere le reti molto più efficienti. Ma dall’altro lato, l’IA stessa è fortemente energivora. L’addestramento di modelli di IA e l’esecuzione di calcoli complessi richiedono molta energia. Una delle sfide più complesse che si stanno affrontando è quella di utilizzare l’IA per incrementare la sostenibilità aziendale, senza che questa diventi parte del problema. È per questo motivo che gli operatori tecnologici più evoluti si stanno concentrando su soluzioni di IA a risparmio energetico, integrandole con fonti di energia rinnovabili. Anche Colt si sta adoperando su questo fronte esplorando diverse opzioni. Nel nostro report, il 60% dei CIO italiani ha dichiarato di esplorare attivamente soluzioni di sostenibilità basate sull’IA, come i sistemi di gestione energetica automatizzati. L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per migliorare la manutenzione predittiva delle reti, riducendo il consumo energetico non necessario e prolungando la durata dell’hardware esistente.
Quali sono i principali risultati ottenuti da Colt in termini di riduzione delle emissioni di CO2 rispetto agli anni precedenti?
Colt si è posta una roadmap molto puntuale e degli obiettivi sfidanti su questo. “We can change the world” è uno dei nostri motti che ci ispira in tutto ciò che facciamo. Nel 2024 abbiamo ridotto del 34% le nostre emissioni globali di CO2 rispetto allo scenario di riferimento del 2019, registrando un -6% rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 78% dell’elettricità in Scope 2 acquistata per le sedi globali di Colt è rinnovabile. Questi risultati, insieme a molti altri, ci hanno permesso di ottenere per il terzo anno consecutivo il rating
Platinum EcoVadis, includendo Colt nell’1% delle migliori aziende EcoVadis globali per le prestazioni ESG.
Quali iniziative specifiche ha intrapreso Colt per contribuire alla sostenibilità ambientale e sociale?
Negli ultimi anni ci siamo fortemente impegnati nell’avviare iniziative sempre più rilevanti. Tra queste penso alla partecipazione di Colt al Global Compact delle Nazioni Unite, un’iniziativa volontaria basata sull’impegno degli amministratori delegati ad attuare i principi universali di sostenibilità e ad adottare misure a sostegno degli Obiettivi delle Nazioni Unite. Lo scorso anno abbiamo inoltre avviato una collaborazione con l’azienda svedese Urban Miners per estrarre metalli preziosi dalle apparecchiature inutilizzate e con Supercritical, azienda esperta in rimozione del carbonio, che ci ha consentito di offrire un programma ai nostri clienti basato sui crediti di rimozione del carbonio. Abbiamo poi lanciato la strategia Global Social Impact che mira a potenziare le comunità di Colt attraverso l’istruzione e l’inclusione digitale.Tra le iniziative in ambito ESG più recenti, Colt ha annunciato la sua partnership triennale con gli ambientalisti ed educatori di The Arctic Arts Project per promuovere azioni atte ad affrontare il cambiamento climatico attraverso collaborazione, consapevolezza, educazione e fiducia, nonché il suo ruolo di official UNESCO partner nel World Engineering Day. La sostenibilità non è solo una tendenza, è una necessità e in Colt ci stiamo profondamente impegnando per avere un impatto reale e rilevante.



