Si è chiuso con ricavi per 3,59 miliardi di dollari (circa 3,3 miliardi di euro) il 2024 di Samsonite. Il risultato segna un calo del 2,5% per il gruppo americano di valigeria e ha mancato il consensus delineato dagli analisti, che arrivava a 3,61 miliardi di vendite.
In discesa anche il versante della redditività, con utili passati da 396,9 milioni nel 2023 a 345,6 nel 2024 (-13 per cento). Dietro il rallentamento ci sarebbero il sentiment debole dei consumatori e la decelerazione del traffico retail a livello globale.
Dal punto di vista delle aree geografiche, tutti i mercati presidiati dal player hanno registrato una performance negativa a eccezione dell’Europa (+1,4 per cento). L’Asia è scesa del 5,8% (con la Cina, sebbene provata dalle condizioni macroeconomiche, ‘solo’ del 2%) mentre il Nord America si è limitato a una flessione dell’1,2% e l’America Latina del 2,4 per cento.
Resta confermato, nonostante un panorama complesso a fare da sfondo, il dual listing in programma. Secondo quanto riportato da Bloomberg, infatti, Samsonite – già quotata alla Borsa di Hong Kong dal 2011 – starebbe collaborando con JPMorgan Chase & co. e Morgan Stanley per finalizzare l’operazione di quotazione oltreoceano tramite una Ipo.
L’amministratore delegato Kyle Francis Gendreau ha affermato ieri che la doppia quotazione potenzierebbe il valore del marchio e renderebbe i suoi titoli più accessibili agli investitori negli Stati Uniti e a livello globale.
L’azienda, che controlla già anche American Tourister e Tumi, prevede inoltre di rafforzare il proprio portafoglio di marchi attraverso “acquisizioni strategiche nel lungo termine”.



