Dopo un parziale recupero nel mese di aprile, le esportazioni di orologi svizzeri sono tornate a maggio in territorio negativo, zavorrate dal calo sostanziale dei principali mercati di riferimento. Nell’ultimo mese, riporta la nota della Federazione dell’industria orologiera svizzera (FH), l’export è diminuito del 2,2% rispetto a maggio 2023, attestandosi a 2,3 miliardi di franchi (pari a 2,6 miliardi di euro). Nei primi cinque mesi dell’anno il valore complessivo delle esportazioni supera i 10 miliardi di franchi, un dato importante ma in flessione del 2,5% rispetto al medesimo periodo del 2023.
A maggio le esportazioni sono diminuite dello 0,5% negli Stati Uniti, principale sbocco per i produttori di orologi svizzeri. Sono scese del 18% anche verso la Cina, in calo per il quarto mese consecutivo dopo un forte rimbalzo nella prima metà del 2023 e del 23% verso Hong Kong. A fronte di questi cali, spicca invece il dato positivo di Francia (+17,9%), sesto mercato di riferimento per l’orologeria svizzera, e Corea del Sud (+16,2%).
Secondo quanto dichiarato da Thomas Chauvet, analista di Citi in una ricerca pubblicata da Wwd, il forte calo dell’ex Celeste Impero potrebbe avere effetti negativi sugli operatori del settore fortemente esposti al mercato della Grande Cina, come Compagnie Financière Richemont e Swatch Group. La testata ricorda che , “oltre a un consumatore di lusso cinese spaventato dalle prospettive economiche nebulose di quella nazione, questo crollo potrebbe anche essere causato da un eccesso di offerta, che è una probabile causa del calo delle vendite nei centri commerciali di lusso cinesi , come suggerito da un recente rapporto Bernstein”.



