In base agli ultimi dati diffusI da Iata – The International Air Transport Association, il traffico aereo nel 2023 ha praticamente recuperato i livelli pre-pandemia raggiungendo il 94,1% del 2019, come spiega il suo direttore generale Willie Walsh. “La forte ripresa post-pandemia è continuata nel 2023. Il traffico di dicembre è rimasto solo del 2,5% inferiore ai livelli del 2019, con una forte performance nel quarto trimestre, preparando le compagnie aeree per un ritorno ai normali modelli di crescita nel 2024”, ha dichiarato, aggiungendo poi che “la ripresa dei viaggi è una buona notizia. Il ripristino della connettività sta alimentando l’economia globale poiché le persone viaggiano per fare affari, approfondire la propria istruzione, prendersi vacanze e molto altro ancora”. In Italia la situazione è anche migliore. Secondo l’Enac – l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, infatti, con oltre 197 milioni di passeggeri, il 20% in più rispetto al 2022 e con una progressione del 2% sui numeri pre-Covid, il traffico aereo ha pienamente recuperato le posizioni perse.
Analizzando i risultati, emerge come il traffico nazionale pesi per il 35%, portando i viaggiatori a quota 68,6 milioni (+6% vs 2022) mentre sia l’internazionale a mettere a segno la crescita più cospicua, +28% e 128,5 milioni di passeggeri. Guardando agli scali, Roma Fiumicino mantiene il podio con 40,3 milioni di passeggeri, pari a una quota del 20,4%. Il panorama del pieno ritorno alla normalità sul fronte dei viaggi e del traffico negli scali, anche in quelli italiani, rappresenta, quindi, un terreno fertile per un ritorno in positivo anche del settore travel retail, ambito in cui la moda nella sua accezione più ampia, ha sempre trovato un importante canale di vendita. “Secondo le stime internazionali dopo aver registrato 73,4 miliardi di dollari nel 2023 (circa 67 milioni di euro, +24,4%), il mercato mondiale del travel retail dovrebbe raggiungere i 117 miliardi a livello globale nel 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 9,85 per cento”, sottolinea, Stefano Gardini, presidente di Atri-Associazione Travel Retail Italia.
PICCOLI SPAZI MA DI GRANDE VISIBILITÀ
“Le tre voci principali, che compongono il mercato, ossia branding (negozi di marca), duty free e food & beverages, stanno performando tutte positivamente”, spiega Gardini, precisando come abbiano recuperato le posizioni del 2019 e migliorato i risultati in modo evidente grazie al ritorno del turismo alto spendente. E se il segmento del food & beverage è probabilmente quello che ha fatto il salto maggiore, sul fronte dello shopping c’è sicuramente una maggiore conversione di quanto succede nelle città. “Nel lusso – aggiunge – i segmenti degli accessori e della pelletteria sono fra quelli più positivi. In generale le gallerie commerciali degli aeroporti hanno oramai raggiunto un’alta qualità dell’offerta a cui si aggiunge un ambiente gradevole, confortevole ed anche curato e controllato. Analizzando l’audience possiamo dire che il ritorno del turismo dall’estremo oriente e il rinnovato interesse per i viaggi da parte degli Usa, stanno compensando l’assenza dei viaggiatori alto spendenti di provenienza russa”.
Secondo il BoF-McKinsey State of Fashion 2024 Consumer Survey, quest’anno il travel retail segna il pieno recupero sui livelli pre-pandemici con una crescita del 110% sul 2019 ed evidenzia come l’80% dei consumatori intervistati negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina preveda di acquistare moda mentre viaggia nel 2024. Lo conferma Pianoforte Holding, cui fanno capo i marchi Carpisa e Yamamay che da sempre ha puntato su questo canale. “Il canale travel non è un’alternativa al retail tradizionale ma ne è un valido complemento in ottica di visibilità e comunicazione”, sottolinea Francesco Sama, direttore generale della società. “Dopo l’emergenza del Covid-19 le persone sono tornate a viaggiare e si riflette in modo positivo sui punti vendita, tanto negli scali aeroportuali quanto nelle stazioni. C’è, tuttavia, da sottolineare che questo tipo di spazi, ha un costo oneroso e generalmente si tratta di un numero limitato di spazi. Noi, per esempio, ne contiamo 15 a fronte di 760 negozi solo in Italia. Si tratta quindi di un canale che per noi ha un’incidenza single digit sul fatturato con un pubblico equilibrato tra nazionale ed estero. Cionostante, considerato la capacità di supporto all’immagine e alla riconoscibilità del marchio, sono negozi rilevanti e quindi devono essere coerenti lo storytelling di marca. Abbiamo appena presentato il restyling del nostro concept nello spazio di Corso Buenos Aires a Milano che via via sarà sviluppato su tutta la rete, aeroporti e stazioni incluse”.
Il travel retail è un business che le aziende del mondo fashion stanno monitorando in modalità diverse. Per il gruppo Arav Fashion, con i marchi Silvian Heach, John Richmond, Richmond X, Marcobologna e la licenza kidswear di Trussardi, il concetto di travel retail è un’opportunità come spiega la CEO Mena Marano. “Questo segmento è al centro della nostra strategia di crescita internazionale, i dati sono chiari: il consumatore è tornato a viaggiare e compra. Il concetto di travel retail si è evoluto così come ha fatto la mentalità del pubblico. Ci siamo mossi da tempo e su diversi piani. Da un lato, proseguiremo con il progetto vending machine legato a John Richmond che arriverà anche a Roma oltre che approdare nelle stazioni ferroviarie e nei mall. Dall’altro, abbiamo chiuso un accordo importante con il gruppo Carnival e quindi con Costa Crociere, che ogni settimana imbarca 5mila passeggeri cui si aggiungono 1.500 persone di equipaggio. Questa iniziativa riguarda Silvian Heach e siamo certi avrà un grande riscontro. Il pubblico va raggiunto dove si trova quando è più propenso ad acquistare; pertanto, stiamo valutando anche iniziative mirate su alcune località turistiche, pensando agli hotel e ai beach club”.



