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Menswear italiano, l’export si ‘normalizza’: nel 2023 cresce del 6,5% e si avvicina ai 10 miliardi

Di Redazione
14 Mag 2024
Menswear italiano, l’export si ‘normalizza’: nel 2023 cresce del 6,5% e si avvicina ai 10 miliardi

Pitti Lemon by Giordano Poloni

Nel 2023 la moda maschile italiana ha proseguito il trend positivo sul fronte delle vendite oltre confine seppur registrando una ‘normalizzazione’ dei trend di crescita a doppia cifra che aveva caratterizzato lo scorso anno. Come indicano i dati Istat presentati durante la conferenza di presentazione di Pitti Uomo 106 che si è tenuta questa mattina, l’export relativo al periodo gennaio-dicembre 2023 ha messo a segno un incremento del 6,5% sul 2022, per un totale di circa 9,5 miliardi di euro. Segno inverso per le importazioni a causa di una flessione del 2,6%, scendendo quindi a 6,9 miliardi di euro.

Sia i paesi europei che l’area extra-UE sono cresciuti, rispettivamente del 7,2% e del 6,0 per cento. Il Vecchio Continente copre il 45,7% dell’export totale di settore, mentre l’extra-UE il restante 54,3 per cento.

Nel periodo in esame, la prima destinazione del menswear made in Italy è la Francia (+16,8%) che ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, pari al 12,2% del totale settoriale. Seguono Germania (+0,4% a quota 10,3%) e Stati Uniti (+3% con uno share del 9,3%). La Svizzera, strategico hub logistico/commerciale per le principali griffe del settore, dopo la buona performance sperimentata nell’anno precedente (+14,1%), nel 2023 è scivolata al quarto posto a fronte di una dinamica negativa pari al 26,5%, che la porta a rappresentare il 7,7% delle vendite estere. La Cina, in crescita del +13,9%, ha raggiunto i 647 milioni di euro (6,8% sul totale). Hong Kong, in undicesima posizione, è in aumento del 28,8 per cento.

La Spagna, in sesta posizione, cresce del 9,9%, seguita dal Regno Unito in calo del 3,4 per cento. Corea del Sud e Giappone, rispettivamente ottava e nona, sono avanzate rispettivamente del 18,1% e del 19,8 per cento. Seguono i Paesi Bassi, in decrescita dell’1,5 per cento. In coda alle prime 15 posizioni ci sono Polonia (+21,2%), Russia (+44%), Austria (+0,7%) ed Emirati Arabi Uniti (+45,3 per cento).

Nel caso delle importazioni, dai Paesi dell’Unione Europea proviene il 48,2% della moda maschile in ingresso nel nostro Paese, mentre l’extra-UE garantisce il 51,8 per cento, nonostante abbia registrato una perdita del 13,8% rispetto al 2022. Relativamente alle importazioni, la Cina si è confermata il top supplier di moda uomo con un’incidenza del 12,2%, nonostante abbia accusato un decremento notevole (-25 per cento). Il Bangladesh, in seconda posizione, ha registrato -22,1%; seguito dalla Francia che invece cresce del 15,1 per cento.

Guardando alle categorie merceologiche, si assiste a performance positive con riferimento all’export per tutti i prodotti, ad eccezione dell’abbigliamento in pelle, che ha presentato una flessione del 9,6 per cento. Nel dettaglio, la camiceria ha registrato un aumento del 17,2%, seguono le cravatte (+13,2%), l’abbigliamento confezionato (+9,5%) e la maglieria (+2,3 per cento).

“Alla luce delle recenti trimestrali è evidente che la situazione non è semplice a causa dell’inflazione del 2023, del costo del denaro oltre ai fattori socio-politici tra cui due guerre. Ancora una volta il mondo modo deve confrontarsi con fenomeni esterni, come è stata con il Covid ma ancora una volta la moda saprà farlo”, ha commentato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine. Il manager prospetta il ritorno di buyer da Cina e Corea, già in crescita dopo il calo dovuto alla pandemia. Gli ha fatto eco Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice: “Dopo il Covid abbiamo deciso di rafforzare le piattaforme fieristiche, ci sono fiori all’occhiello in Italia e per la moda il Pitti è una testa di ponte necessaria. Siamo attivi per portare buyer, stampa e influencer, persone determinanti per chi acquistare il made in Italy”. Gli operatori del settore sono passati da 350 nel 2022 a 500 quest’anno.

Per quanto concerne la prossima edizione di Pitti Uomo (11-14 giugno 2024), la Fortezza da Basso ospiterà 790 brand di cui il 43% esteri. Come precedentemente annunciato la guest designer sarà Marine Serre, con il debutto della collezione uomo. Grande attesa anche per Paul Smith a Villa Favard, per la prima sfilata di Pierre Louis Mascia e il debutto della collezione uomo di Plan C. Confermato il percorso espositivo suddiviso in cinque sezioni (Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out), a cui si aggiunge la presenza delle aree speciali S|Style e Vintage Hub. Tra le collaborazioni internazionali, oltre alla presenza consolidata di Scandinavian Manifesto e J Quality, questa edizione proporrà il progetto speciale China Wave. Tra gli highlights spiccano la presenza di Missoni e Fay, Juicy Couture presenterà il nuovo marchio maschile Dirty London. Torneranno Eton, Superga e Guess Jeans, Gas festeggerà 40 anni

“Pitti Uomo prosegue nel suo percorso di crescita al fianco dei brand, rappresentando per una community sempre più ampia e forte un momento di incontro, di business e di approfondimento dei temi che attraversano la cultura fashion contemporanea – ha commentato Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine – Le aziende del settore moda, anche per la prossima stagione, hanno scelto di concentrare risorse e investimenti su Firenze e sulla nostra manifestazione che a sua volta offre ai brand una visibilità internazionale e un contesto ideale e sempre in evoluzione per incontrare gli interlocutori giusti”.

Il tema dei saloni di Pitti Immagine di giugno sarà ‘Pitti Lemon’; protagonista della campagna pubblicitaria e degli allestimenti in Fortezza. La campagna, coordinata dal creative director Angelo Figus, per Pitti Uomo è stata interpretata dall’illustratore Giordano Poloni.

Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, ha introdotto una nuova manifestazione nel portafoglio di Pitti Immagine, Becycle. L’evento dedicato al mondo della bicicletta e del ciclismo sarà lanciato in occasione della partenza del Tour de France da Firenze, dal 26 al 28 giugno presso la Stazione Leopolda.

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