Carly Mark ha salutato gli invitati della sfilata di Puppets and Puppets manifestando un’emozione comprensibile. La designer e artista americana, che aveva fondato il fashion brand nella Grande Mela sei anni fa, ha comunicato la sua decisione di chiudere l’attività ready to wear dopo il défilé allestito durante la New York fashion week.
Il New York Times riposta che Mark ritiene “troppo difficile e troppo costoso continuare a produrre abiti e cercare di costruire un’attività in questa città”. Nei suoi piani c’è il trasferimento a Londra per continuare la concentrarsi sulla produzione di borse, accantonando le proposte apparel e le sfilate. Mark era stata nominata tra i contendenti al titolo di Emerging Designer of the Year dal Cfda.
La testata statunitense mette in dubbio le reali doti stilistiche di Mark che si è formata come un’artista e stava imparando il mestiere di fashion designer in tempo reale e di fronte al mondo. “Ma – scrive il New York Times – indipendentemente dal fatto che tu possa mai immaginare di indossare questi vestiti, o di comprarli (o addirittura di apprezzarli), Puppets and Puppets rappresentava una sorta di mitico ottimismo creativo, una fede nella possibilità, che è la quintessenza di New York”.
Pur non avendo riscosso il successo sperato, Puppets and Puppets aveva una community affiatata e rappresentava uno dei marchi controcorrente più interessanti della scena newyorkese. In qualche modo Mark è stata l’emblema dell’american dream che si è scontrato con le leggi del mercato, sempre più imprevedibili dopo il Covid-19, sopratutto per un brand emergente senza il supporto di un finanziatore fidato.



