Terzo trimestre sopra le attese per Abercrombie & Fitch. Il player americano ha chiuso l’ultimo periodo finanziario, terminato il 28 ottobre, con ricavi per 1,1 miliardi di dollari (circa un miliardo di euro), in crescita del 20% (+16% a perimetro comparabile) sugli 880 milioni totalizzati nel medesimo quarter dell’anno precedente, e sopra i 981 stimati dal consensus degli analisti, si legge su Reuters. In testa il marchio omonimo, con ricavi in rialzo del 30%, seguito da Hollister, che ha messo a segno un +11 per cento.
Riguardo alla mappa geografica del trimestre, la crescita più alta è stata registrata nelle Americhe (+22%), seguite dall’area Emea, progredita del 14%, e dall’area Apac, che ha segnato un +13 per cento.
Performance positiva anche sul fronte della marginalità: nel periodo il gruppo ha messo a segno un utile netto da 96,2 milioni di dollari, dopo una perdita di 2,2 milioni, e pari a 1,83 dollari per azione, sopra gli 1,18 attesi dagli analisti. In recupero, inoltre, il free cash flow, che ha raggiunto i 223,6 milioni di dollari.
La CEO Fran Horowitz ha espresso soddisfazione per la performance, che ha definito “contraddistinta anche da un margine operativo che ha superato le nostre aspettative, da un utile lordo aumentato di 570 punti base e da un margine operativo salito al 13,1 per cento”, sottolineando il contributo degli investimenti in tecnologia, marketing e capitale umano.
Sull’onda del risultato trimestrale, Abercrombie ha rivisto al rialzo le propri aspettative per l’intero fiscal year: la nuova guidance delinea una crescita delle vendite nette compresa tra il 12% e il 14%, rispetto alla precedente previsione che si fermava a +10 per cento.
Nei dodici mesi il margine operativo dovrebbe attestarsi intorno al 10%, in aumento rispetto al range precedente compreso tra l’8% e il 9 per cento. Per il quarto trimestre, il player a stelle e strisce prevede che la crescita delle vendite nette aumenterà a doppia cifra rispetto allo stesso periodo di un anno fa.



