New Era Cap potrebbe essere pronta all’Ipo. Secondo quanto riportato dalla stampa estera, l’azienda di Buffalo, principale fornitore di berretti per le leghe sportive statunitensi, starebbe pensando alla quotazione alla Borsa di New York dopo aver ricevuto un prestito di 600 milioni di dollari (circa 600 milioni di euro al cambio attuale) dalla banche. Con l’approdo a Wall Street, la valutazione del player americano – secondo quanto riportato da Reuters – salirebbe a quota 4-5 miliardi.
Le indiscrezioni, non commentate al momento da New Era, nascerebbero da persone ben informate e dall’invio, da parte dell’azienda, di banche d’investimento e studi legali chiamati per avere un ruolo nel possibile debutto in Borsa. Kevin R. Wilson, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario di New Era, ha dichiarato – come si legge sull’agenzia – che New Era prende sempre in considerazione alternative per posizionare l’azienda verso una crescita futura, ma che al momento non ha piani strategici da condividere. “Non commentiamo le speculazioni”, ha commentato secco Wilson.
Fondata nel 1920 a Buffalo, New York, dall’uomo d’affari tedesco-americano Ehrhardt Koch, New Era nasce come una piccola azienda a conduzione famigliare. Nel giro di pochi anni, dato il successo riscosso dai berretti, Koch ribattezzò la società in New Era Company e stipulò una partnership che segnò per sempre la fortuna del marchio: grazie al contratto di licenza con la squadra di baseball di Cleveland, il brand si inserì nel mondo del baseball, per poi diventare rapidamente il fornitore ufficiale di cappellini per le squadre nazionali di baseball.
Ad oggi l’azienda produce berretti per la National Football League (NFL), la Major League Baseball (MLB) la National Basketball Association (NBA), ed è guidata da Chris Koch, AD nonché quarta generazione della famiglia fondatrice. Una quota di minoranza della compagnia è ora detenuta dalla private equity Acon investments. Nel 2022, New Era ha registrato un giro di affari di un miliardo di dollari, mentre nel 2023, secondo quanto riporta Reuters, gli utili dovrebbero raggiungere, o persino superare, i 300 milioni.



