“L’orologeria svizzera ha avuto un anno eccellente nel 2022. Dopo il ritorno ai livelli pre-Covid visto nel 2021, il settore ha intrapreso un percorso di solida crescita che gli ha permesso di raggiungere performance record, nonostante il calo significativo in due dei suoi tre mercati principali”. A fare queste considerazioni è la Fédération de l’industrie horlogère suisse (FH) che ha diffuso i dati relativi al commercio estero dei segnatempo rossocrociati: le esportazioni nell’anno appena chiuso sono state pari a 24,83 miliardi di franchi (circa la stessa cifra in euro, al cambio attuale), in crescita dell’11,4% rispetto al 2021. Nel solo mese di dicembre l’export di lancette è stato di 2,02 miliardi di franchi, con un incremento del 5,8 per cento. A dicembre a far da traino sono stati gli orologi di gamma alta, con prezzo superiore ai 3mila franchi, che hanno registrato un +13,3% in valore.
Per quanto riguarda i singoli mercati, in evidenza nel 2022 la forte crescita degli Stati Uniti (+26,3% a 3,9 miliardi di franchi), che rimangono il principale sbocco del made in Switzerland. Seguono i due segni meno di Cina (-13,6% a 2,6 miliardi) e Hong Kong (-10,5% a 1,9 miliardi), mentre a completare la top ten delle piazze di riferimento ci sono Giappone (+19,5%), Regno Unito (+21,5%), Singapore (+26,4%), Germania (+21,7%), Francia (+24,1%), Emirati Arabi Uniti (+12,7%) e Italia (+13,4 per cento).
“Dal punto di vista della produzione – prosegue la nota della FH -, le aziende orologiere hanno dovuto fare i conti con la carenza di materie prime, l’aumento dei costi e tempi di consegna più lunghi. In alcuni casi anche la carenza di manodopera è stata un ostacolo. Tuttavia, il settore ha continuato a investire, innovare e creare nuovi posti di lavoro. I marchi hanno lavorato incessantemente per soddisfare quelle che oggi sono cinque generazioni di clienti, in risposta ai mutati modelli di consumo. In quest’ottica sono proseguiti i progetti di digitalizzazione, tra cui diverse incursioni nel mondo del Web3”. Nonostante le incertezze del contesto globale, le prospettive per l’orologeria svizzera rimangono favorevoli: la domanda costante dovrebbe guidare la progressione anche nel 2023, con “un tasso di crescita inferiore, ma comunque significativo, rispetto al 2022”.



