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Confindustria Moda, per il tessile-abbigliamento un 2021 da 93 miliardi €

Di Redazione
18 Nov 2022
Confindustria Moda, per il tessile-abbigliamento un 2021 da 93 miliardi €

PH: Unsplash

È il tessile-moda-accessorio il fiore all’occhiello della filiera made in Italy. Questo il quadro emerso dallo studio ‘Il valore del settore moda nell’economia e nella cultura’ presentato a Roma da Confindustria Moda, federazione che riunisce le sette associazioni industriali italiane del settore, e Censis, durante un evento che ha visto anche la partecipazione e il contributo della senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretario al Ministero della cultura. 

L’obiettivo? Mettere in luce il valore strategico della fashion industry per tutto il Paese, evidenziando come un investimento pubblico porterebbe all’Italia nel suo complesso enormi vantaggi, da un punto di vista economico, sociale e culturale.

Ammonta complessivamente a 93 miliardi di euro il fatturato messo a segno nel 2021 da un settore, quello del Tessile, moda e accessorio, che coinvolge oltre 60mila imprese e impiega 550mila addetti. Il valore dell’export ha sfiorato i 68 miliardi di euro lo scorso anno, di cui 40 relativi a esportazioni extra-europee. A testimoniare il valore strategico del settore arrivano anche altri dati, evidenziano gli enti: il Tma è la seconda industria italiana per numero di occupati e nella graduatoria Ue relativa ai settori è al primo posto per valore aggiunto (21 miliardi di euro).

Guardando ai dati raccolti nell’ambito della ricerca, il ruolo della filiera fashion all’interno del tessuto economico del Belpaese è trasversalmente riconosciuto dagli italiani, che la ritengono importante nel 95,7% dei casi. Una valutazione che non si traduce in un generico apprezzamento: l’87,5% degli intervistati fa riferimento alla capacità del settore di creare occupazione e reddito, convinzione diffusa soprattutto al Centro (91,3%), tra i laureati (88%) e le donne (89,7 per cento). 

Ma emerge anche il ruolo della moda nel contribuire al benessere e alla crescita sociale, a più livelli. Il 48,1% dei cittadini, infatti, è convinto che il settore promuova il rispetto del lavoro e dei lavoratori in ogni ambito di sua competenza, opinione condivisa da quote trasversali ai gruppi sociali.

Al centro dello studio, il potenziale degli investimenti futuri nel settore: se nel prossimo triennio si ritagliasse un pacchetto di investimenti da 6 miliardi da riversare nel comparto moda, il ritorno in termini di crescita sarebbe notevole. La produzione industriale, nello scenario delineato, crescerebbe di oltre 11 miliardi e il fatturato di quasi 20. Per ogni euro investito, dunque, se ne genererebbero oltre tre di fatturato.

Ma l’impatto dell’avanzamento del settore, sottolineano Confindustria Moda e Censis, non si riducono alla mera portata economica, coinvolgendo invece “la relazione tra attività produttive delle imprese e le comunità in cui operano, influenzando in modo determinante occupazione, redditi, qualità della vita e, in certi casi, anche sulla stessa possibilità di buon vivere in una determinata area geografica”, si legge nel report. 

“Il tessile, moda e accessorio è una delle più grandi eccellenze italiane non solo per la sua portata economica – ha dichiarato Ercole Botto Poala, presidente di Confindustria Moda – ma per la capacità di creare ricchezza diffusa anche da un punto di vista sociale e culturale. Non di meno, la nostra industria è uno dei propulsori del brand made in Italy nel mondo il che significa essere un boost per il soft power di tutto il Paese. Da questo punto di vista, l’impatto che il tessile, moda e accessorio ha, travalica i confini del settore, creando effetti trasversalmente positivi in ogni ambito dell’economia e della società italiana”.

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