Anche Vestiaire Collective fa i conti con la contraffazione. Problema endemico del mondo della moda, il tema dei falsi costringe marchi e retailer ad affrontare il tema della trasparenza. E il player francese protagonista del panorama second hand non fa eccezione, come testimonia il suo ‘Trust Report’ 2022, con cui mira a raccontare le persone e i processi dietro a ogni articolo inviato o ricevuto.
Come si legge nella relazione, la piattaforma dedicata a moda e accessori di seconda mano ha alle spalle 13 anni di ricerca nell’autenticazione di articoli di lusso, con cinque centri specializzati in tutto il mondo (Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Hong Kong e Corea del Sud).
“Con questo Trust Report, volevamo raccontare come tutto è cominciato, e farvi conoscere le straordinarie persone e i sofisticati processi dietro ogni articolo inviato o ricevuto”, ha affermato Fanny Moizant, Presidente e co-founder di Vestiaire. Dietro le quinte c’è un team di 60 esperti di autenticazione digitale e fisica provenienti da aziende del lusso, case d’asta, noti retailer, settore della gemmologia e streetwear.
Ognuno di essi controlla oltre 40mila articoli all’anno, per un totale di più di 1,5 milioni di capi e accessori dal 2019. Ciascun articolo compaia su Vestiaire Collective, illustra il ‘Trust Report’, viene controllato fisicamente o digitalmente da almeno uno dei suoi esperti.
Attraverso questo sistema le contraffazioni vengono così rilevate con una precisione nell’ordine del 99,9%, in una virtuosa integrazione tra competenze umane e tecnologia, con l’impiego di algoritmi basati sull’apprendimento automatico. Si tratta di un processo in continua evoluzione, che vede tra i suoi capisaldi la Vestiaire Academy, scuola di formazione interna che insegna come individuare i prodotti contraffatti etichetta per etichetta e che dal 2020 ha permesso di respingere oltre 360 milioni di euro di articoli proprio grazie all’autenticazione digitale.
A questo processo di verifica si affiancano la garanzia targata Vestiaire Collective, che tutela il consumatore con un eventuale rimborso integrale nel caso ricevesse un articolo contraffatto, e la Carta Contraffazione, sottoscritta insieme a oltre 50 aziende e piattaforme dei settori moda, cosmesi e salute.
Intanto, il processo verso una sempre maggiore trasparenza si fa sempre più sofisticato, spingendo sul blockchain e identità digitale, nuovi pilastri tecnologici su cui ancora non è stata delineata una soluzione standardizzata che consenta un’autenticazione su larga scala ma su cui Vestiaire Collective conta di investire, senza rinunciare al contributo del capitale umano.



