Con un fatturato di 48,3 milioni di euro (+5,1%) nei primi sei mesi del 2022, il gruppo milanese ha acquisito la totalità del Moscova District Market.
Non si ferma la corsa di Triboo, la Digital Transformation Factory creata da Giulio Corno nel 2009. Quotata sul mercato Euronext Milan, la società ha archiviato il primo semestre con ricavi consolidati pari a 48,3 milioni di euro e una marginalità di 6,4 milioni di euro. “Dopo due anni significativamente condizionati dalla pandemia e un’attualità non facile, il Gruppo Triboo ha saputo nuovamente dimostrare capacità di adattamento al cambiamento, di resilienza e di crescita”, spiega il fondatore. “Il nostro ruolo è affiancare le aziende per migliorare le loro performances: la varietà e la completezza dei nostri servizi ci consente la flessibilità per adattarci rapidamente alle esigenze dei nostri clienti e supportarli strategicamente”. In tredici anni Triboo ha ampliato il suo raggio d’azione, includendo digital, media e anche fisico. “Nel 2009 puntare sull’e-commerce sembrava una scommessa rischiosa, oggi la situazione è cambiata. Triboo si è evoluta nello stesso modo in cui si è evoluto il nostro modo di rapportarci al digitale”, continua Corno.
“Nel 2009 era impensabile ordinare un oggetto online e ritirarlo il giorno stesso in negozio o riceverlo direttamente a casa nel giro di poche ore. Con la pandemia alcune di queste abitudini si sono consolidate e altre si sono modificate con il ritorno della socialità dello shopping, e quindi alla customer experience fisica nei negozi su strada. Il Gruppo ha colto questa tendenza e ha acquisito Moscova District Market, uno spazio espositivo di oltre 1000 metri quadrati, con un bistrot aperto tutti i giorni, a disposizione per eventi, pop-up store, vendite private e special sales. Il Gruppo crede fortemente in questa operazione e così anche i numerosi partner che si sono rivolti a noi, fra i quali Ermanno Scervino, Dolce & Gabbana e Yoox Net-A-Porter”.



