In dieci anni il fatturato della filiale italiana è passato da 6,5 a 20 milioni di euro grazie allo sviluppo dei canali distributivi e al lancio dei progetti Akademie e Gallery.
Nel 1923, con l’introduzione del rullino 24X36, nasce la fotografia contemporanea. A guidare il cambiamento è Leica che, a novantanove anni di distanza, si prepara a registrare risultati record con un fatturato di 450 milioni di euro con una progressione del 16 per cento.
“Non abbiamo mai smesso di potenziare l’espansione anche durante i periodi più difficili come la pandemia” – spiega Kurt Doyran, vice president of Global Sales & Retail di Leica Camera AG – “oggi contiamo cento boutique monomarca in tutto il mondo, tra queste c’è anche Milano con il nuovo concept, con un’offerta sostenibile e di altissimo profilo, che include anche il segmento Tv e Home Cinema a partire dal lancio di Leica Cine 1, la prima televisione laser”.
A livello geografico, l’Italia rappresenta il terzo mercato europeo in termini di grandezza. “la filiale è nata nel 2012 e nel giro di 10 anni è passata da un giro d’affari di 6,5 milioni agli attuali 20” – continua Renato Rappaini, managing director Leica Camera Italia -. “Questa crescita è il frutto di scelte strategiche e di un modello di business efficace, dove convivono monomarca, wholesale e digital. Leica è una realtà dal fascino intramontabile e ha saputo evolvere, senza snaturarsi, attraendo tanto gli amatori quanto le nuove generazioni e creando attorno a sé una community fidelizzata”.
Con cinque monomarca, oltre a Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma, il marchio conta venticinque dealer specializzati. “Stiamo valutando nuove aperture in partnership in altre città come Genova e Napoli. La forza di Leica sta nella qualità del prodotto e nella forza di promuovere la fotografia secondo standard d’eccellenza. In questa direzione sono nate l’Akademie, che insegna la cultura delle immagini pensate e anche la Gallery, uno spazio dove vedere le opere di grandi artisti e solo a Milano abbiamo ospitato McCurry, Brian Adams e ora Guindani, giusto per fare alcuni nomi”, conclude Rappaini.



