Si conferma la Toscana la prima della classe del settore pellettiero. A testimoniarlo, si legge su Mf Fashion, sono i dati elaborati per Assopellettieri da Confindustria Moda relativi al primo semestre di pelletteria e concia.
Dal quadro tratteggiato emergono vendite regionali estere dei prodotti appartenenti ai due settori (raggruppati nella voce Ateco CB151) che registrano un incremento dell’export del 11,9% sul primo semestre 2021. Un dato che raggiunge i 2,79 miliardi di euro, ovvero il 40,6% del totale italiano.
La percentuale di crescita si attesta al di sotto della media nazionale, arrivata oltre il +17% secondo gli ultimi dati diramati dall’associazione di categoria relativi alla prima metà dell’anno, ma riconferma la Toscana prima regione italiana per esportazioni di pelletteria e concia, davanti a Veneto e Lombardia.
Un risultato che si piazza inoltre a un passo dal pre-Covid (gennaio-giugno 2019), da cui lo separa ancora un gap dell’1,9%, quando furono esportati 2,85 miliardi di euro. In testa Firenze e Pisa, che occupano il primo e il quarto posto nella classifica delle province esportatrici italiane del primo semestre 2022, con quote rispettivamente pari al 33,5% e del 4,9% sul totale nazionale.
Nello specifico, Firenze (+11,3% sul 2021) copre oltre un terzo dell’export nazionale con 2,3 miliardi di euro nei primi sei mesi (poco meno che nel semestre 2019 pre-Covid, -0,4 per cento). Pisa mette invece a segno un +23% sul 2021.
Relativamente ai Paesi destinatari, la Toscana registra un modesto consolidamento dei flussi verso la Svizzera (+3,2%), tradizionalmente legata – sottolinea la testata – alle forniture per i grandi brand su cui si registra ancora un gap del 26,6% sull’analogo periodo 2019. In miglioramento il fronte francese, al secondo posto nella classifica con un +26,2% sul 2021 e +55% sul 2019. Bene anche l’export verso Sud Corea e Giappone, terzo e quinto mercato a +12,8% e +20,4% sullo scorso anno, ma +148,9% e + 117% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Ancora positivo il trend verso gli States, al quarto posto nella graduatoria con +41,7% sul primo semestre 2021 e +48,5% sul 2019.
Intanto, sembrano allentarsi le tensioni sul versante occupazionale: la Toscana, che copre quasi la metà del totale nazionale, segna un +2 unità nel registro delle aziende attive (-15 il bilancio nazionale tra industria e artigianato). Insieme alla Lombardia, la regione è quella con il saldo positivo più consistente, con +463 lavoratori su fine dicembre 2021 (+2,6 per cento). Un dato che però sarà messo alla prova nei trimestri successi, a fronte di un complesso quadro economico e geopolitico.



