Licenziamenti all’orizzonte per Shopify. Il colosso canadese dell’e-commerce ha annunciato ieri, in una lettera aperta pubblicata sul proprio sito, la decisione di tagliare il 10% della sua forza lavoro, ovvero mille dei suoi dipendenti. Per tutta risposta, il titolo di Shopify ha subito un tonfo in seguito all’annuncio, che ha svelato anche una revisione al ribasso dell’outlook trimestrale. Anche questa mattina le azioni toccano una flessione del 14,48% al Nyse.
Alla base del rallentamento e della conseguente decisione in merito al ridimensionamento del personale, ha spiegato l’amministratore delegato dell’azienda Tobi Lütke, c’è la battuta d’arresto subita all’indomani della crisi pandemica, che aveva incoraggiato l’azienda a coltivare velleità d’espansione, poi ostacolate dalla ripresa di una nuova normalità e abitudini d’acquisto più tradizionali.
Sullo sfondo, ricorda il CEO, un’inflazione galoppante e uno scenario geopolitico denso di incertezze e criticità, soprattutto in seguito allo scoppio del conflitto Russia-Ucraina. Il taglio dello staff, dunque, che coinvolge soprattutto le aree di recruitment e sales, appare necessario per riallineare l’azienda alle sue realistiche prospettive di crescita, più modeste di quanto attendesse.
Un episodio che si inserisce in una più ampia tendenza tra le aziende del tech a mettere un freno alle assunzioni dopo il momento d’oro della pandemia, costringendo a riflettere sulla longevità dell’accelerazione apparentemente illimitata del digital.



