Anche Marzotto Wool torna nella cornice di Milano Unica. Durante la 35esima edizione della manifestazione fieristica dedicata al tessile e all’accessorio d’alta gamma, le quattro divisioni biellesi del gruppo Marzotto Wool, Fratelli Tallia di Del fino, Guabello, Marlane e la più giovane Opera Piemontese, presentano le loro collezioni autunno/inverno 2023-24.
Il fil rouge sembra essere l’innovazione tecnologica, capace di enfatizzare le proprietà di lana merino e altre fibre naturali. “Tendenzialmente ormai tutti stanno chiedendo da una parte il comfort e le prestazioni – ha spiegato il CEO di Marzotto Wool Giorgio Todesco – dall’altra tessuti che abbiano una valenza indipendente dal disegno, che abbiano delle caratteristiche di qualità e costruzione del tessuto. Un ritorno alle origini per i prodotti di lana”.
Inevitabile fare i conti con il tema della sostenibilità: “Il problema della sostenibilità oggi è che la lana è un materiale biodegradabile come lo è il cotone, ma il sintetico no, perciò quando nel filato si inserisce un elastomero non si è più in grado di riciclarlo. La lana è un materiale che da sempre si ricicla, noi stessi abbiamo una filatura di filati cardati che ci permette di recuperare vecchie maglie o giacche, riaprire la fibra e trasformarla. Riciclabilità e biodegradabilità, che fanno parte del concetto più ampio di sostenibilità, quando mescolate con un sintetico decadono. Negli anni siamo riusciti a sviluppare questa tecnologia con dei trattamenti sulle lane che consentono anche di rendere questi tessuti confortevoli”.
Anche per la società del Gruppo Marzotto il 2022 si prospetta un anno in chiaroscuro. “Siamo trascinati in modo positivo da una tendenza di mercato. Nei due anni del Covid abbiamo avuto un crollo di fatturato ma nel 2022 i consumi sono ripartiti e le vendite sono molto sopra i dati del 2019”. Prosegue: “Per il 2022 l’obiettivo è la marginalità, tornare a ebit ed ebitda favorevoli. Sarebbe stato un anno eccezionale se non ci fosse stata l’impennata dei costi di materie prime ed energia, trasporti, chimici e coloranti. Noi siamo il più grosso gruppo europeo del settore e abbiamo tanti stabilimenti, quindi i trasporti infragruppo pesano in modo sensibile. In più, c’è un’inflazione all’8-9% che ci impone di adeguare i salari. Nei Paesi in cui il salario è molto più flessibile lo abbiamo già fatto, e stiamo cercando di farlo anche in Italia. Sarà poi necessario un sistema di ‘compensation’ per recuperare almeno in parte quanto perso”.
Quindi anno di ripresa ma anche di criticità. “Il mercato sta andando bene – ha proseguito Todesco – ma non è più certo quello del 2014-15. Il rialzo dei costi è ovviamente dovuto a motivi esogeni. Per noi i mercati comunque stanno andando tutti bene, in particolare gli Stati Uniti, in cui noi siamo stati storicamente molto forti. La Cina ha rallentato per via del Covid, il Giappone comincia gradualmente a riprendersi, la Corea sta andando molto bene e l’Europa sta tenendo. Vedremo cosa succederà nella prossima stagione, per ora godiamoci il momento”.



