La locomotiva cinese rallenta la sua crescita. Secondo gli ultimi dati del National Bureau of Statistics, l’attività manifatturiera cinese è rallentata a gennaio, a causa di una recrudescenza dei casi di Covid-19 e a lockdown che hanno interrotto la catena di approvvigionamento, passando dai 50,3 punti di dicembre ai 50,1 Sebbene il calo sia limitato, si tratta di un dato significativo perché, statisticamente, la contrazione viene registrata al di sotto dei 50 punti e la soglia è quindi vicina. In base all’agenzia Reuters, gli analisti si aspettavano che il Purchasing Managers Index, l’indice composito che dà la fotografia dell’attività manifatturiera di un Paese, scendesse a cinquenta.
A gravare sulla situazione, ci sono i problemi di debito del mercato immobiliare e le rigide misure antivirus che hanno colpito la fiducia e la spesa dei consumatori, elementi che sono stati determinanti nel rallentamento dell’economia cinese a partire da quest’estate. Anche l’aumento dei costi delle materie prime e la debole domanda hanno eroso i margini di profitto delle imprese. Nonostante alcune misure introdotte dalla Banca centrale cinese, come il taglio dei tassi di interesse, il Fondo monetario internazionale mercoledì ha tagliato le sue previsioni di crescita per la Cina per il 2022 al 4,8%, dal precedente 5,6 per cento.
Anche l’attività di vendita al dettaglio in Cina sembra inciampare. Nel mese di dicembre, le vendite al dettaglio della Cina sono salite di appena l’1,7% su base annua, facendo decisamente peggio delle attese degli analisti, che erano per una crescita pari a +3,7 per cento. Anche il commercio online non registra segnali di miglioramento. La scorsa settimana gli analisti hanno tagliato le stime i loro target di prezzo su Alibaba sulla scia del rallentamento del trend di crescita delle vendite in Cina.



