Il denimwear guadagna terreno, tanto che, entro il 2026, le vendite di jeans raggiungeranno i 79,1 miliardi di dollari (69,7 miliardi di euro), con una crescita del 4,8% anno su anno. Nell’anno della pandemia, invece, il giro d’affari del segmento si è attestato a 57,3 miliardi di dollari (50,5 miliardi di euro).
Lo prevede il rapporto Global denim jeans industry, realizzato da ReportLinker, secondo il quale, tra i fattori che influenzano questa accelerazione ci sono l’occidentalizzazione dello stile di vita in alcune economie emergenti e l’incorporazione delle giovani generazioni nella forza lavoro. Un altro fattore che ha influito e continuerà a influire sull’incremento dei ricavi del settore è stato il boom dello shopping online. Nel canale digitale, le vendite di jeans aumenteranno del 9,2% fino al 2026, mentre attualmente l’e-commerce rappresenta il 17,7% del turnover totale. Nei negozi fisici, il fatturato del denim aumenterà del 3,7% annuo a 60,8 miliardi di dollari.
Il mercato a stelle e strisce rappresenta la più grande fetta di consumo a livello globale: gli Stati Uniti, da soli, rappresentano 24,6% del giro d’affari mondiale. Si stima inoltre che, nel Paese, le vendite di jeans abbiano raggiunto i 15,1 miliardi di euro nel 2021. La vendita di jeans in Giappone e Canada dovrebbe registrare un aumento rispettivamente del 2,6% e del 4 per cento. In Europa, la Germania dovrebbe crescere del 3% ogni anno mentre il resto dei mercati europei raggiungerà una cifra di 4,6 miliardi di dollari fino al 2026.
Nei prossimi anni, si prevede un aumento del fatturato del settore soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, come Cina, India, Corea del Sud, Brasile, Messico, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.



