Nike apre lo scontro giudiziario sul fronte dell’atletica domestica. A finire nel mirino del gigante americano dello swoosh è Lululemon che, secondo Nike, sarebbe responsabile di plagio per la sua ‘Mirror Home Gym’ e le app mobili ad essa associate. La causa è stata depositata presso l’Us District Court di Manhattan.
Al centro, sei brevetti che sarebbero stati violati, nello specifico quelli relativi a tecnologie digitali indirizzate all’home fitness che permettono agli utenti di interagire e confrontarsi con altri membri della community, misurare le proprie prestazioni e fissare degli obiettivi da raggiungere.
Per la presunta infrazione, l’azienda con sede a Beaverton chiede un triplo risarcimento da parte di Lululemon, che però replica in una nota: “I brevetti in questione sono troppo vaghi e non validi. Manteniamo la nostra posizione e siamo impazienti di difenderla in tribunale”. In una lettera datata 10 dicembre 2021 a Nike, un avvocato di Lululemon aveva dichiarato che la società canadese di sportswear “rispetta la proprietà intellettuale” e respinge quindi le accuse di Nike.
Quello dell’home fitness è diventato un terreno di competizione soprattutto durante la pandemia: proprio a luglio del 2020, Lululemon ha acquisito la sua Mirror con l’obiettivo di puntare su una piattaforma sportiva interattiva che prevedesse lezioni dal vivo e on demand.



