Pvh chiude il terzo trimestre con risultati positivi, e conferma le attese ottimistiche per l’intero anno. Il gruppo proprietario di Tommy Hilfiger e Calvin Klein ha riportato ricavi in crescita del 10% nei tre mesi a 2,3 miliardi di dollari (poco più di 2 miliardi di euro al cambio attuale) rispetto al periodo dell’anno precedente, nonostante il peggioramento delle interruzioni logistiche nel mese di ottobre, anche significative nei ritardi portuali, “che hanno comportato un impatto negativo del 4% legato a un cambiamento non pianificato nei tempi delle spedizioni dal terzo trimestre al quarto trimestre”, si legge nella nota del gruppo. Nonostante queste difficoltà e l’incognita della variante Omicron, le attese del gruppo per l’intero anno 2021 sono ottimistiche: Pvh conta di aumentare le vendite tra il 27% e il 28% rispetto al 2020, riaffermando la fascia alta della precedente guidance.
Nei tre mesi, i ricavi wholesale sono aumentati del 17%, nonostante l’impatto delle continue interruzioni della catena di approvvigionamento e la recente vendita da parte del gruppo della divisione Heritage ad Authentic Brands Group. Il fatturato della divisione direct to consumer sono rimasti stabili, anche se l’e-commerce ha messo a segno un aumento del 15%, portandosi al 21% di penetrazione sul giro di affari totale. Analizzando i singoli marchi, Tommy Hilfiger ha registrato un +12%, Calvin Klein +22 per cento.
Secondo Pvh, i ricavi delle attività internazionali dell’azienda hanno superato i livelli pre-pandemia visti nel terzo trimestre del 2019.
Nel quarto trimestre, Pvh prevede che i ricavi aumenteranno tra l’11% e il 14% anno su anno, mentre l’utile per azione dovrebbe essere di circa 3 dollari. Secondo il gruppo, i margini operativi saranno “superiori ai livelli pre-pandemia del 2019”



