mercoledì, 10 Giugno 2026
  • ABOUT
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
 Newsletter
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati

Moda in ripartenza nel 2022. Vendite migliori del 3-8% sul 2019

Di Giulia Sciola
03 Dic 2021
Moda in ripartenza nel 2022. Vendite migliori del 3-8% sul 2019

Gucci Love Parade - PH: Gucci.com

La ripresa dell’industria della moda a livello mondiale è attesa per il 2022, con vendite che supereranno del 3-8% i livelli registrati nel 2019; sarà più marcata in Cina e negli Stati Uniti, e più lenta in Europa. È quanto emerge dall’indagine annuale The State of Fashion 2022, pubblicata da The Business of Fashion (BoF) e McKinsey & Company. L’analisi si basa su interviste esclusive e un sondaggio condotto tra oltre 220 manager d’azienda ed esperti di moda.

Le pressioni sulla supply chain sono state identificate dagli intervistati come la principale sfida che potrebbe mettere a rischio il ritmo di questa ripresa, tanto che il 67% delle aziende prevede di aumentare i prezzi il prossimo anno.

La sostenibilità si conferma in cima alla lista delle priorità, con il 60% delle aziende che sta aumentando gli investimenti in soluzioni di riciclo a circuito chiuso per ridurre l’impatto ambientale. Dal canto suo, il digitale rappresenta per il 32% degli intervistati la principale opportunità di crescita, seguita dalla sostenibilità (12 per cento).

Il 2022 sarà un anno fondamentale per la moda: le aziende dovranno tornare a crescere e al contempo si troveranno ad affrontare nuove sfide. Secondo il McKinsey Global Fashion Index (Mgfi), nel 2020 l’industria aveva registrato un risultato economico negativo per la prima volta da almeno un decennio, portando a un forte consolidamento del settore sia nel 2020 sia nel 2021. Il 69% delle aziende ha perso valore, facendo registrare performance deludenti all’intero comparto. Il Mgfi evidenzia però che la ripresa sembra essere a forma di ‘V’, dato che la performance nella prima metà del 2021 indica un possibile ritorno a un risultato economico positivo entro il 2022.

Le previsioni sono infatti ottimistiche. Come detto in apertura, le vendite globali nel 2022 potrebbero superare del 3-8% i livelli del 2019, registrando un tasso di crescita più sostenuto di quanto previsto solo sei mesi fa. In Cina, le vendite del settore moda hanno già raggiunto i livelli pre-Covid in tutti i segmenti, soprattutto nel lusso, le cui vendite potrebbero crescere del 70-90% rispetto al 2019 entro la fine del 2021. Il fatto che la distribuzione geografica degli utili si stia spostando verso est si evince anche dalla classifica stilata da McKinsey in cui figurano tre aziende cinesi tra i primi 20 “super winner” per capitalizzazione di mercato. Inoltre, il sentiment dei consumatori statunitensi ha intrapreso una traiettoria positiva, con il 43% che afferma di essere disposto ad aumentare la propria spesa di moda nel 2021. Nonostante un ritorno più lento ai livelli di vendita pre-pandemia in Europa, il 67% dei manager del settore si aspetta condizioni commerciali più favorevoli in questo mercato nel 2022 rispetto all’anno precedente.
“I problemi relativi alla supply chain rappresentano la principale fonte di preoccupazione per l’industria – si legge in una nota -, con l’87% dei manager intervistati che prevede un impatto negativo sui margini nel 2022 a causa delle interruzioni della catena di approvvigionamento. La combinazione di carenza di materie prime, colli di bottiglia nei trasporti e maggiori costi di spedizione farà gonfiare ulteriormente i costi di produzione e causerà squilibri tra domanda e offerta, provocando una crescita dei prezzi finali: il 67% dei manager intervistati si aspetta infatti di aumentare i prezzi retail nel 2022, con un incremento medio del 3%, mentre il 15% stima addirittura un rialzo dei prezzi di almeno il 10 per cento”.
I ‘nuovi’ canali digitali, in primis il metaverso, saranno sempre più cruciali per raggiungere i giovani. Il social shopping sta inoltre registrando un’impennata dell’engagement da parte dei brand, tanto che il 37% dei manager intervistati ha citato il social commerce tra i primi tre temi destinati ad avere un impatto sul proprio business nel 2022.

“Stiamo uscendo dalla peggiore crisi che il settore abbia mai affrontato – ha dichiarato Emanuele Pedrotti, partner di McKinsey responsabile della practice Apparel, Fashion & Luxury per il Mediterraneo -. Le aziende che erodono valore hanno toccato nuovi minimi storici di performance: si stima che nel 2020 queste rappresentassero ben il 69% delle realtà quotate in Borsa. E i profitti del settore continuano a concentrarsi nelle mani di pochi player. Per questo, quando si guarda al futuro in previsione di una normalizzazione, è ancora più importante per le aziende mantenere alta l’attenzione su alcuni temi prioritari: crescita e innovazione, controllo dei margini, flessibilità e resilienza, strategia improntata alla sostenibilità e al digitale”.

“Sebbene la ripresa sarà più modesta in Europa – ha aggiunto Pedrotti -, non dobbiamo dimenticare che 10 dei primi 20 super winner del settore moda e lusso hanno origini europee, quindi dal punto di vista dell’offerta il Vecchio Continente rimane una solida base e un motore creativo per l’intera industria”.

InviaCondividiInvia
Currently Playing

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

Beauty
Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Beauty
Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Beauty
  • FASHION
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • A TU PER TU
Credits

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159

Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • ABOUT
  • HOME
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
NEWSLETTER

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159