Il Gruppo Armani ha comunicato il proprio impegno a non utilizzare lana d’angora per le collezioni di tutte le linee a partire dalla stagione A/I 2022-23, aggiungendola all’elenco dei materiali esclusi dalla propria fur free policy.
“Sono lieto di annunciare l’eliminazione della lana d’angora da tutte le collezioni del gruppo, a testimonianza di un impegno tangibile per il controllo delle proprie produzioni rispetto alla tutela del mondo naturale. Credo da sempre nell’innovazione e nella ricerca di nuovi materiali e di metodi innovativi per il trattamento delle materie prime tradizionali”, ha dichiarato Giorgio Armani.
Già nel 2016, in accordo con la Fur Free Alliance, l’azienda aveva comunicato l’abolizione dell’uso di pellicce animali da tutti i suoi prodotti, a partire dalla stagione A/I 2016-17.
“Con questo nuovo impegno – si legge nella nota stampa – il Gruppo Armani compie un passo ulteriore e concreto che testimonia la profonda attenzione verso le delicate problematiche relative alla sostenibilità delle filiere nel rispetto dell’ambiente e del mondo animale. Da tempo il Gruppo ha intrapreso un importante percorso volto a garantire che il valore generato dall’obiettivo di crescita sia in armonia con il territorio e con le comunità locali. Una delle più significative misure adottate è il monitoraggio costante della catena di fornitura, con la conseguente spinta all’adozione e alla diffusione di pratiche di sostenibilità”.
Il Gruppo Armani partecipa inoltre a tavoli di lavoro internazionali per l’adozione di tutti i provvedimenti volti alla progressiva riduzione delle sostanze chimiche considerate potenzialmente pericolose. Oltre a essere tra i firmatari del ‘Fashion Pact’, il patto presentato al G7 nel 2019, con il quale le principali aziende del settore della moda si impegnano ad affrontare in modo concreto i temi del clima e dell’ambiente, il gruppo ha annunciato a luglio i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG), approvati dalla Science Based Targets initiative (SBTi).



