C’è chi la chiama la tempesta perfetta. Gli ingredienti ci sono tutti: il costante aumento delle materie prime, la crisi elettrica (basta guardare quel che sta accadendo in Cina) e la fragilità della filiera commerciale che sta mettendo a dura prova le produzioni di beni di consumo in tutto il mondo. Il risultato è che, nell’Eurozona, si torna a parlare dello spettro dell’indice dei prezzi al consumo. L’inflazione, a settembre, è schizzata con un incremento annuale del 3,4%, dopo il +3% del mese precedente, a confronto con il -0,3% dello stesso mese dell’anno precedente. E gli esperti ritengono che, appunto, la tempesta perfetta non consenta un grande ottimismo nell’immaginare un raffreddamento a breve. Secondo il Fmi, non almeno entro metà del prossimo anno.
E la moda è uno dei settori che sta ‘scaldandosi’ maggiormente. Secondo i dati riportati da Modaes sulla base delle analisi di Eurostat, il settore della moda, tradizionalmente deflazionistico, in agosto ha registrato uno dei tassi di inflazione più elevati, in crescita del 3,4% su base annua. Un po’ meglio a settembre con l’incremento dell’1,7%, continuando “a essere un tasso insolitamente elevato per il settore”, come sottolinea Modaes.
Scorrendo l’elenco dei Paesi europei che hanno registrato i tassi di incremento maggiori nel mese di settembre nel settore della moda e calzature, balza all’occhio il picco della Repubblica Ceca con un +9,3% a settembre. Tra le maggiori economie europee, la Francia ha registrato il Cpi più basso per il settore moda, con un tasso interannuale dello 0,8% a settembre . Il Paese ha ridotto il tasso di inflazione nel settore di quasi quattro punti percentuali rispetto ad agosto, quando aveva registrato un valore del 4,5% su base annua.
Germania e Italia sono tra le principali economie europee a dover fare i conti con prezzi al consumo in crescita nel settore della moda. A Berlino sono in crescita da giugno e a settembre hanno registrato un incremento del 2,5 per cento. In Italia, l’indice dei prezzi per l’abbigliamento e le calzature è salito del 2,4% ad agosto e del 3% a settembre. Gli altri rialzi consistenti in Italia si erano verificati a inizio anno (+5,2% e 5,8% a gennaio e febbraio 2021).
Solo dieci Paesi dell’Unione Europea hanno chiuso settembre con un indice dei prezzi negativo per quanto riguarda il settore moda. L’Irlanda si posiziona all’ultimo posto della classifica, con un tasso negativo del 3,1% su base annua, seguita da Svizzera e Croazia (entrambe hanno registrato un negativo 2,4%), Finlandia e Portogallo (un calo del 2% in entrambi i paesi ), Estonia, Danimarca, Slovenia, Grecia e Norvegia.



