Venticinquemila assunzioni di giovani sotto i 30 anni in tutto il mondo entro la fine del 2022. È il maxi piano di azione di Lvmh per dare slancio al suo progetto ‘Craft the future‘, destinato ai giovani, alla loro formazione e al loro inserimento nel mondo del lavoro all’interno di un “contesto economico particolarmente difficile per le generazioni più giovani”, come recita la nota del colosso francese. Ma è anche sicuramente un modo per mantenere alti gli standard di manifattura in un settore, come quello del lusso, che vive in generale il problema del ricambio generazionale e del passaggio delle competenze e know-how e che sta vivendo un nuovo periodo d’oro .
Entrando nel dettaglio del piano, comunicato ieri dal gruppo francese, sono previsti, tra l’altro, 5mila contratti di stage e 2.500 con contratti a tempo indeterminato in Francia. Secondo quanto riportato da Reuters, l’obiettivo di assunzioni per il prossimo anno segna un’accelerazione di circa il 20% rispetto agli anni precedenti, come precisato da Chantal Gaemperle, direttore delle risorse umane e delle sinergie di Lvmh in occasione della presentazione del progetto.
Due le iniziative studiate dal gruppo e che sosterranno questa strategia di reclutamento. Da una parte la piattaforma educativa Insidelvmh.com lanciata nel 2016 e aperta ai giovani di tutto il mondo, indipendentemente dal loro background o formazione, per conoscere meglio i vari mestieri del lusso e prepararsi per ruoli nel settore. L’altro strumento chiave è ‘Institut des métiers d’excellence‘, una scuola ormai presente in sei Paesi, tra i quali l’Italia, che propone 34 programmi in 27 diversi mestieri e dal 2014 ha formato 1.400 apprendisti, l’80% dei quali poi reclutati in una delle 75 maison della holding.
Il settore del lusso europeo ha visto un ritmo di crescita rapido negli ultimi mesi, poiché i negozi hanno riaperto dopo i periodi di blocco. Lvmh ha più che recuperato gli affari persi a causa delle interruzioni della pandemia. A luglio, ha riportato che le vendite del primo semestre sono cresciute dell’11% su base organica rispetto allo stesso periodo del 2019, prima che la crisi colpisse, alimentata dalla domanda di abbigliamento e accessori dei suoi marchi di moda Louis Vuitton e Dior.



