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La scommessa di Desigual: 4 giorni di lavoro la settimana

Di Laura Bittau
13 Set 2021
La scommessa di Desigual: 4 giorni di lavoro la settimana

L'headquarter Desigual a Barcellona

Less is more, anche sul lavoro. È questa la scommessa di Desigual che ha offerto ai propri dipendenti la riduzione della settimana lavorativa a 4 giorni, in cambio di un taglio di stipendio meno che proporzionale. Saranno proprio i lavoratori a dover scegliere se introdurre il nuovo regime ridotto, che risponde all’esigenza di perseguire un sempre maggiore work life balance, promuovendo nuovi modelli di equilibrio tra lavoro e vita privata.

Con questa mossa, Desigual diventa la prima azienda di moda spagnola a considerare, per il team della sede centrale di Barcellona (eccezion fatta per i dipartimenti di sales & operations), l’opportunità di lavorare solo dal lunedì al giovedì, con la possibilità di usufruire dello smart working in una di queste giornate.

Durante la conferenza di qualche giorno fa, il fondatore Thomas Meyer ha annunciato ufficialmente l’iniziativa, illustrandone i dettagli e la proposta di voto. E ricordando il celebre claim della maison iberica: “Life is awesome”, che non è mai suonato così realistico.

“Gli ultimi mesi ci hanno dimostrato che possiamo organizzare il nostro lavoro e i nostri team in modo diverso – è intervenuto il CEO Alberto Ojinaga – pur rimanendo efficienti e dando priorità a ciò che è veramente importante. Credo che questa settimana lavorativa di 4 giorni (3+1) sia una sfida che ci renderà più appetibili come organizzazione, ci permetterà di attrarre i migliori talenti e dimostrerà che siamo un’azienda diversa, dirompente, giovane e ottimista, che si trasforma costantemente e non ha paura di proporre nuove idee”.

La proposta della ‘nuova’ settimana lavorativa, strutturata in tre giorni in ufficio e uno a distanza, è stata pensata, dunque, per aumentare la soddisfazione e il benessere dei dipendenti e la sua attuazione richiederà almeno il 66% dei voti a favore, implicando delle modifiche ai termini contrattuali dei dipendenti che ne beneficeranno. Se approvata, un totale di 502 persone avranno la loro settimana lavorativa ridotta di 5 ore, passando dalle attuali 39,5 ore a 34,5 ore settimanali.

L’aumento del tempo libero avrà però un costo. Il nuovo sistema prevede una riduzione del salario associata a quella delle ore lavorative pari al 13 per cento. Tuttavia, l’azienda proporrà ai suoi dipendenti che l’onere di questa riduzione sia condiviso al 50%, portando la contrazione del salario a carico del lavoratore al 6,5 per cento.

La data del voto è fissata al 7 ottobre e le settimane precedenti saranno dedicate a un’approfondita informazione in merito, con l’obiettivo di fugare ogni dubbio prima del verdetto e con la possibilità di poter persino fruire di un test pilota per valutare gli eventuali benefici di questo nuovo regime lavorativo. In caso di approvazione, il nuovo sistema prenderà il via dalla metà del mese di ottobre.

“Siamo consapevoli che si tratta di una proposta molto audace, che può creare qualche incertezza”, ha spiegato Coral Alcaraz, direttore dell’area People di Desigual. “Per noi è essenziale che la misura riceva l’appoggio della maggioranza e che l’impegno di Desigual per l’innovazione, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e la flessibilità sia apprezzato. Vogliamo costruire un ambiente in cui il benessere e la salute, insieme al godimento di ciò che facciamo, ci permettano di aumentare la motivazione dei nostri dipendenti e ci rendono attraenti per le nuove generazioni”, ha concluso il manager.

La scelta di Desigual, in effetti, si inserisce all’interno di una riflessione ben più ampia, e forte di numerosi consensi, sulla necessità di ripensare l’organizzazione della vita, così lavoro-centrica spesso a discapito del benessere personale. Circa sei mesi fa è stata proprio la Spagna, terra di Desigual, ad abbracciare la prospettiva della settimana lavorativa ridotta come stratagemma per rivoluzionare l’equilibrio vita-lavoro, con una retribuzione salariale invariata. Ad avanzare la proposta politica era stato Más País, il partito di sinistra formatosi in occasione delle elezioni politiche del 2019.

Potrebbe sembrare un’utopia, eppure è diventato un progetto pilota che sperimenterà quello che molti definiscono il futuro del mondo del lavoro, tra disoccupazione crescente, esaurimento delle risorse ed emergenza ambientale: per tre anni, circa 200 imprese vedranno ridursi a 32 ore la propria settimana di lavoro, grazie al contributo dello Stato che investirà 50 milioni di fondi europei.

Un programma ambizioso che guarda agli esempi più virtuosi d’Europa: la Germania, in cui si lavora in media due ore in meno la settimana che a Madrid, ma con una produttività superiore di 4 punti e mezzo; la Norvegia con le sue 33 ore settimanali e la più vicina Francia, che arriva a 35. Su scala ridotta, nella stessa Andalusia l’azienda tech Software Delsol aveva raccolto questa sfida, riducendo il monte ore dei propri dipendenti i quali si erano dimostrati più produttivi e meno inclini all’assenteismo.

 

 

 

 

 

 

 

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