Il movimento Black Lives Matter diventa un fattore strategico e una variabile strutturale per fare business in America. Infatti, è stato creato il ‘Black in Fashion Council’ che si propone di essere un ente di ‘certificazione’ del comportamento delle aziende che si impegnano a garantire pari diritti di rappresentanza a tutti i livelli nei confronti degli impiegati neri. Nato da un’idea di Lindsay Peoples Wagner, editor di Teen Vogue, e Sandrine Charles, proprietaria della Sandrine Charles Consulting, ogni anno il Black in Fashion Council produrrà un report che traccerà la reputazione delle aziende che sceglieranno di collaborare. Il momento è senz’altro favorevole alla creazione di uno strumento di questo genere: l’attuale clima di protesta negli Stati Uniti non consente passi falsi sul fronte ‘Black’, e sembra perciò molto difficile non ottenere la ‘collaborazione’ dei marchi.
L’ente ingloba altri giornalisti, retailer e consulenti che invoglieranno le aziende all’adesione. In un’intervista rilasciata a Vogue Us Wagner ricorda che alcune compagnie, ad esempio Kering, seguono direttive presenti in un Corporate Equality Index a favore della comunità Lgbtq: aderire al Black in Fashion Council prolungherebbe l’impegno ad assicurare la giusta rappresentanza anche per quanto concerne la razza.
Il Council of Fashion Designers of America supporta l’ente che, attraverso il proprio sito web, sta raccogliendo le adesioni di brand, aziende, stilisti disposte a farsi ‘scannerizzare’ per ricevere l’attestato di giusta rappresentanza.



