Patagonia prende posizione e sceglie di non acquistare più spazi pubblicitari su Facebook e Instagram. Il marchio sportswear segue l’esempio di The North Face e Recreational Equipment unendosi alla campagna di boicottaggio organizzata da gruppi statunitensi a sostegno dei diritti civili. La label ha aderito alla campagna “Stop hate for profit’ che mette nel mirino i social network di Mark Zuckerberg, colpevoli di non fare abbastanza per fermare realmente i messaggi carichi di odio presenti sulle piattaforme online.
“Da elezioni sicure alla pandemia globale fino alla giustizia razziale, gli interessi sono troppo alti per restare indietro e lasciare che l’azienda continui a essere complice nella diffusione di disinformazione, fomentando paura e odio”, si legge in un tweet condiviso da Patagonia.
Proprio Twitter, a differenza di Facebook, si è esposto maggiormente prendendo anche le distanze da alcuni tweet di Donald Trump relativi alle proteste del movimento Black Lives Matter. Ieri Carolyn Everson, vice president del global business di Facebook, ha dichiarato: “Rispettiamo profondamente la decisione di qualsiasi marchio e restiamo focalizzati sull’importante lavoro di rimozione di discorsi d’odio provvedendo a un’informazione di voto critica. Le nostre conversazioni con i venditori e le organizzazioni dei diritti civili sono basate su come, insieme, possiamo rappresentare una forza efficace”.




