Le chiusure permanenti di store negli Stati Uniti potrebbero toccare quest’anno fino a 25mila unità. A dirlo è un’analisi di Coresight Research, diffusa da Retail Dive, secondo cui il 55-60% di queste dismissioni sarebbero localizzate nei mall. Per questi ultimi si rinnova così il problema di ampie metrature che restano vuote.
Prevedere tra le 20mila e le 25mila chiusure, riflette Retail Dive, significa che le serrande abbassate raddoppieranno rispetto allo scorso anno. Inoltre, si registra un’impennata nelle previsoni di Coresight, le cui stime, fino allo scorso marzo, erano ferme a 15mila dismissioni negli Usa. Ad oggi la società di ricerca ha già contato 4.005 annunci di cessata attività per il 2020.
“La vendita al dettaglio di abbigliamento e i grandi magazzini hanno un ruolo di primo piano nel totale delle chiusure di negozi”, ha commentato Deborah Weinswig CEO e founder di Coresight.
Negli Stati Uniti, del resto, la pandemia Covid-19 ha aggravato la situazione di un settore, il retail fisico, già minato dalla pressione finanziaria. Negli scorsi mesi a lanciare l’allarme è stato Peter Solomon, fondatore della banca di investimento e società di servizi finanziari Pj Solomon, che in un’intervista ha spiegato come solo rivenditori della portata di Walmart e Target possono pensare di portare avanti il business senza eccessive ricadute. Particolarmente preoccupante, secondo l’analista, lo ‘scenario department store’, i cui player oggi appaiono già “schiacciati dai debiti”.
“Ancora una volta – conclude Retail Dive -, la pandemia ha accelerato tutto e, con l’aggiunta di una recessione, le previsioni sono oggi più drammatiche. Ad aprile, GreenStreet Advisors ha dichiarato, per esempio, che oltre la metà dei grandi magazzini presenti nei centri commerciali potrebbe potenzialmente chiudere entro la fine del 2021″.



