Signet Jewelers ha perso parte della sua lucentezza. Nel primo trimestre conclusosi il 2 maggio, i ricavi del rivenditore di gioielli (proprietario dei marchi Kay Jewelers, Zales, Jared, H. Samuel, Ernest Jones, Peoples Jewellers, Piercing Pagoda e jamesallen.com) sono scesi di oltre il 40% a 852 milioni di dollari dagli 1,4 miliardi realizzati nello stesso periodo dell’anno scorso. Le perdite operative sono aumentate, raggiungendo quota 291 milioni di dollari, rispetto ai 2,6 milioni nello stesso periodo del 2019.
Nel trimestre c’è stato un leggero aumento del 6,7% delle vendite tramite e-commerce, ma non abbastanza da compensare le perdite. Per far fronte alla situazione, la società ha sottoscritto una linea di credito revolving da 900 milioni di dollari all’inizio del 2020, ridotto le spese in conto capitale e le spese operative, diminuito l’inventario pianificato, sospeso il suo programma di dividendi e sta dando la priorità alle svendite per riuscire a gestire l’inventario. A causa dei risultati, tuttavia, ora è prevista la chiusura definitiva di quasi 400 negozi, almeno 150 nel Nord America, 80 nel Regno Unito e altri 150 negozi (forse di più, sostiene Wwd) entro la fine dell’anno.
“Il nostro eccellente team, che opera all’insegna dell’agilità e dell’efficienza, è stato fondamentale nel permetterci di adattarci rapidamente e rispondere alla crisi da Covid-19, sviluppando la nostra strategia ‘Path to Brilliance’ e accelerando la nostra trasformazione in un rivenditore omnicanale digital-first”, ha dichiarato in una nota Virginia Drosos, amministratore delegato di Signet. “Abbiamo iniziato il nostro anno fiscale con una forte performance delle vendite a San Valentino, e poi abbiamo rapidamente adattato il nostro e-commerce alle esigenze dei clienti durante il lockdown attraverso nuove tecnologie, consulenza virtuale e soluzioni di vendita. Stiamo raccogliendo preziose informazioni sui comportamenti dei clienti e prevediamo di utilizzarle per migliorare il nostro vantaggio competitivo ed emergere dalla crisi più forti. Nel corso del nostro viaggio digitale abbiamo compiuto progressi significativi, controllando i costi, dando priorità agli investimenti per favorire la crescita sostenibile e preservando la liquidità “.



