Dopo il mancato accordo tra la Roberto Cavalli e i sindacati sul trasferimento a Milano dei 170 lavoratori attivi a Sesto Fiorentino, con chiusura di questa sede, la vertenza approda nelle aule parlamentari. Secondo quanto riferito da La Nazione, Nicola Fratoianni (deputato Leu e segretario nazionale di Sinistra Italiana) ha depositato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, per sapere come il Governo intenda agire in merito.
Il 3 giugno è fissato l’incontro tra l’azienda, rilevata a fine 2019 dal magnate arabo Hussain Sajwani, fondatore del gruppo Damac, e le maestranze, nella sede locale di Confindustria.
Si tratta delle seconda tappa del percorso iniziato venerdì scorso 22 maggio a seguito della comunicazione ufficiale inoltrata da Roberto Cavalli alle Organizzazioni Sindacali ai sensi del Contratto Nazionale dell’Industria Tessile relativa alla decisione di trasferire le funzioni commerciali e amministrative a Milano con la contestuale chiusura della sede di Osmannoro.
Nel corso dell’incontro di venerdì scorso – ricorda la maison italiana -, l’azienda guidata dall’amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris aveva ribadito due concetti fondamentali: che la decisione assunta dall’azionista è irrevocabile e che Roberto Cavalli intende dare integrale continuità a tutti i rapporti di lavoro, garantendo a tutti i lavoratori l’applicazione dei trattamenti, dei termini e delle condizioni, previste dai relativi CCNL per l’ipotesi di trasferimento.
“Vogliamo definire con le OOSS modalità e tempistiche del trasferimento: e vogliamo farlo presto, nell’interesse dei lavoratori. Vogliamo collaborare con sindacati e istituzioni per trovare una soluzione che consenta di gestire al meglio questa fase. I motivi della decisione sono stati ampiamente spiegate in tutte le sedi competenti.
Nel corso dell’incontro, l’azienda ha anche ribadito che Roberto Cavalli rimane impegnata a sostenere la Toscana, dal momento che una parte significativa dei propri fornitori sono toscani.
Dopo l’incontro, i sindacati hanno promossa un’assemblea dei lavoratori, che si è svolta lunedì 25, che ha dato loro mandato di tornare al tavolo delle trattative, il 3 giugno, cercando di scongiurare il trasferimento.



