Non è mai troppo tardi. A 20 anni dal lancio, Dior si rivolge all’Us Patent and Trademark Office per registrare il design della famosa borsa ‘Saddle’. La richiesta comprende la configurazione del prodotto, quindi la sua forma particolarmente riconoscibile che identifica e distingue la borsa introdotta da John Galliano durante la stagione P/E 2000, quando era direttore creativo della maison.
La Saddle bag è stata riportata alla ribalta da Maria Grazia Chiuri, al timone del brand dal 2016, che l’ha proposta nuovamente a partire dalla collezione A/I 2018-19 aggiungendo nuovi dettagli, stampe e materiali all’accessorio che riprende il profilo di una sella. La stilista italiana ha anche reintrodotto il caratteristico pattern obliquo con il logo della casa di moda creato da Marc Bohan nel 1967 (direttore creativo dal 1961 al 1989), abbinato proprio alla Saddle.
Per ricevere il riconoscimento richiesto, Dior dovrà dimostrare l’unicità e la riconoscibilità del prodotto basandosi sulle vendite, ma anche sulla copertura mediatica della borsa e sui tentativi di contraffazione cui è andata incontro.
Grazie all’enorme battage comunicativo messo in moto dalla maison e all’indubbio successo dell’accessorio, la Saddle ha buone possibilità, secondo The Fashion Law, si unirsi alle intramontabili ‘Birkin’ e ‘Kelly’ di Hermès e alla it bag ‘Baguette’ di Fendi, già riconosciute dall’ente statunitense.
La Saddle bag è stata protagonista di campagne promosse attraverso magazine cartacei e testate online. La borsa è stata inoltre protagonista sui social network.



