Non è tutto oro quello che luccica. Prada ha annunciato che in Cina le vendite stanno andando bene, con una crescita a doppia cifra ad aprile. Nel flagship store situato nel complesso di Taikoo Hui a Guangzhou, Hermès ha venduto prodotti per un valore di 2,4 milioni di euro in un giorno. La ripresa del colosso asiatico segue però due velocità bel distinte, come testimonia una recente inchiesta pubblicata da Reuters. A causa della crisi economica legata all’emergenza Coronavirus, alcuni giovani consumatori stanno iniziando a vendere i propri beni anziché acquistarne di nuovi. Un numero crescente di lavoratori licenziati o afflitti da tagli salariali sta dando vita a un consumo economico al rovescio: vendere anziché tornare alle consuete abitudini d’acquisto.
Tang Yue, insegnante 27enne proveniente dalla città di Guilin, si impegna a fotografare i propri abiti prima di venderli online, arrivando a proporre circa 200 prodotti. Prima che la pandemia scalfisse il suo lavoro era un’abituale cliente di Chanel e Apple. Negli ultimi 2 mesi Tang Yue ha guadagnato 5mila yuan attraverso le piattaforme di resell online.
Un recente sondaggio di McKinsey & Co riporta che fino al 30% dei rispondenti cinesi afferma che continueranno ad essere molto cauti nell’acquisto di nuovi beni. La quarantena sembra aver spinto i consumatori verso una forma di riflessione personale riassumibile nella massima ‘less is more’.
“Il lockdown ha fornito ai consumatore molto tempo e motivi per capire cosa è davvero importante. Con così tanti momenti liberi a disposizione hanno ragionato su ciò di cui non hanno bisogno, facendo ordine nei propri appartamenti”, ha dichiarato Mark Tanner, managing director dell’agenzia di consulenza di Shanghai China Skinny.
A testimonianza di ciò, l’hashtag #ditchyourstuff (#mollalatuaroba, ndr) ha raggiunto oltre 140 milioni di visualizzazione attraverso i social network. La Cina, tradizionalmente scettica nei confronti del mercato second hand, potrebbe raggiungere 1 trilione di yuan (circa 130 miliardi di euro) in transazione per prodotti usati nel 2020. Idle Fish, il più grande e-shop online second hand cinese, ha raggiunto un volume d’affari record lo scorso marzo, in base a quanto ha dichiarato a Reuters Alibaba, colosso a cui fa capo.
La consulente sanitaria 31enne Jiang Zhuoyue afferma: “Ero solita acquistare troppo ed ero facilmente indotta dalle offerte. Una volta Sephora offriva il 20% di sconto e ho comprato molti cosmetici perché altrimenti ero convinta di sprecare i miei soldi. Oggi capisco l’importanza di pianificare le mie finanze. Acquisterò cosmetici meno costosi e sceglierò uno smartphone Huawei perché l’iPhone ha un costo troppo elevato”. Nessuno sa prevedere con certezza se queste nuove abitudini dureranno nel tempo o, al contrario, si tornerà ad acquistare come prima. La quarantena potrebbe indurre i consumatori cinesi ad abbandonare per sempre il binge-shopping per una filosofia d’acquisto meno impulsiva, talvolta cambiando completamente vita.
A causa della crisi economica molti giovani stanno considerando l’eventualità di lasciare le metropoli come Pechino e Shanghai a causa dei costi elevati. Alcuni stanno addirittura già vendendo i propri animali domestici.



