Varcotex accelera con la sostenibilità e lancia Biolabel, la prima etichetta totalmente green dell’azienda carpigiana. Specializzata nella realizzazione di etichette tessute, cartellini, etichette stampate, etichette in pelle e alta frequenza, per l’azienda “la sostenibilità non è un trend ma il futuro”, ha spiegato a Pambianconews l’amministratore unico Paolo Munari, tanto che “i nostri sviluppi aziendali si inseriscono anche nella più ampia cornice dell‘Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu”. In quest’ottica, pertanto, è nata Biolabel, etichetta costituita interamente da cellulosa e completamente riciclabile e rinnovabile. Infatti, è un prodotto che proviene totalmente da materie prime naturali, è 100% biodegradabile e 100% plastic free. Non solo, è conforme alle norme Fsc/Sfi, proviene da programmi di riforestazione. Infine, il suo ciclo produttivo non è dannoso per l’ambiente, prevede un basso consumo di acqua ed emissioni non pericolose.
Oltre a Biolabel, “abbiamo deciso di compiere un passo importante e simbolico: comprare terreni e piantare alberi – ha continuato Munari – nello specifico, Varcobosco consiste nell’acquisto di appezzamenti di terreno con l’obiettivo di piantare alberi e l’impegno a non cederli per l’utilizzo in agricoltura intensiva con l’utilizzo di fertilizzanti”. Il primo Varcobosco sta sorgendo a Carpi, “dove abbiamo acquistato 14.000 mq di fianco alla autostrada e dove metteremo a dimora 1.000 alberi; altri acquisti di terreno sono già pianificati con lo stesso scopo. In questo modo contribuiremo alla riduzione della Co2 immessa nell’atmosfera con la nostra produzione e al contempo intendiamo richiamare l’attenzione su progetti realmente sostenibili”.
Non solo, “gestiamo molte altre azioni per la sostenibilità sia nei prodotti che nel ciclo produttivo”, ha continuato l’amministratore dell’azienda da oltre 10 milioni di euro di fatturato e che tra i propri clienti conta realtà quali Kering, Aeffe, Moncler, Ferragamo. “Perseguiamo una cultura fortemente orientata alla sostenibilità con numerosi altri prodotti da noi testati e utilizzati in produzione: carta riciclata proveniente da programmi di riforestazione, plastificatura biodegradabile sui cartellini, ricerca e utilizzo di materiali realizzati con biopolimeri in sostituzione delle etichette in vera pelle”.
L’azienda, “l’unica in Europa che produce integralmente in Italia tutte le classi merceologiche di labelling con oltre 120 macchine di produzione ed un investimento complessivo in macchine superiore ai 10 milioni di euro”, già in possesso delle certificazioni Oeko Standard classe 1 e della Grs (Global Recycle Standard), sta anche “pensando a strumenti come il Bilancio di impresa o il Bilancio di Sostenibilità. Questi rafforzerebbero il nostro comportamento responsabile, aumentando il grado di trasparenza complessiva e la capacità di creare valore condiviso”.
Per quanto riguarda il 2020, “stiamo conducendo diversi studi sulle fibre vegetali, sui biopolimeri e sulle nuove possibilità per produrre materiali ecologici dall’effetto strutturale simile alla pelle che possano essere eco-sostenibili e cruelty free. La nostra ricerca riguarda materiali come polpa o bucce di frutti e tuberi, cellulosa o legno, gomme naturali come il caucciù, fibre legnose. Il rapidissimo sviluppo nello studio e nel controllo dei processi di trasformazione dei materiali a partire da componenti biologiche apre la strada a soluzioni concrete per l’accessorio di moda”, ha concluso Munari.



