Tutti pazzi per il duty-free. Infatti, lo shopping all’interno di questo canale continua a registrare un boom, tanto che, lo scorso anno, le vendite di personal luxury goods all’interno degli aeroporti sono cresciute del 7%, ovvero più velocemente di qualsiasi altro canale tranne che dell’online.
Come riportato da Vogue Business (datiBain & Company), tra i Paesi in cui questo boom è più evidente, ci sono la Corea del Sud e la Thailandia, le quali, oltre a essere le top destination per i turisti cinesi, vendono più apparel e footwear duty-free di qualsiasi altro Paese. Non a caso, secondo le previsioni di GlobalData riguardanti la crescita della spesa per fashion e footwear nel canale duty-free nel periodo 2017-2022, Corea del Sud e Thailandia registreranno un aumento del 58 per cento, ‘battute’ da India (+123%), Cina (+70%), Polonia (+69%), Giappone (+63%), Canada (+60%) e Indonesia (+59 per cento). In questo caso, gli aeroporti catalizzano la maggior parte della spesa, complici anche i notevoli investimenti per riqualificazioni e nuovi terminal. Ma, nel conteggio, vengono anche considerati altri canali, come i negozi King Power in Thailandia.
Non solo. Secondo Honor Strachan, lead retail analyst di GlobalData, la maggior parte della crescita della vendita retail all’interno dei duty-free è guidata dal lusso. Non a caso, infatti, nei top aeroporti mondiali la domanda di spazi retail è così elevata che brand come Louis Vuitton e Tiffany creano shop pop-up.



