La crescita dell’e-commerce contro le difficoltà dei negozi fisici specializzati. Sono questi i due poli individuati, per il retail italiano, dal rapporto “L’Italia che non cresce” di Confesercenti, secondo il quale, per ogni tre negozi specializzati che chiudono, c’è una nuova attività sul web. Secondo i dati dell’associazione di categoria, le attività di e-commerce nel 2018 erano 22.287, più del doppio rispetto al 2011 (+119,8%). Negli stessi anni, sono spariti 32mila negozi non alimentari, di cui 13.031 negozi di abbigliamento. Nel 2017, le attività che si occupano di commercio via internet erano quasi 18mila, in crescita dell’8,4% rispetto al 2016.
Ma questo non significa compensazione. Anzi. La vita, online, appare davvero durissima per chi non ha spalle sufficientemente larghe. Secondo l’analisi, i primi 20 merchant realizzano il 71% del mercato, e i primi 250 il 95 per cento. Significa che la miriade di store online che apre in ‘sostituzione’ delle chiusure fisiche, copre appena il 5% del giro d’affari complessivi e genera un fatturano inferiore a 1 miliardo di euro.
“I consumatori italiani – si legge nel rapporto di Confesercenti – oggi consumano meno di otto anni fa. Nel 2018 la spesa media annuale in termini reali, cioè al netto dell’inflazione, delle famiglie italiane è stata di 28.251 euro, inferiore di 2.530 euro ai livelli del 2011 (-8,2 per cento). Una cifra superiore a un mese intero di acquisti da parte di una famiglia media e anche alla perdita effettiva di reddito (-1.990 euro) registrata nello stesso periodo. Complessivamente, il mercato interno italiano ha perso circa 60 miliardi di euro di spesa negli ultimi otto anni”.
La spending review delle famiglie non ha colpito con la stessa forza tutte le voci: nei bilanci domestici sono state tagliate soprattutto le spese per l’abitazione, -1.100 euro circa all’anno per famiglia rispetto al 2011. Tagli importanti anche su abbigliamento (-280 euro), ricreazione e spettacoli (-182 euro), comunicazioni (-164 euro), alimentari (-322 euro). Tra il 2019 e il 2020 la spesa delle famiglie dovrebbe registrare un lieve recupero: per il prossimo anno Confesercenti stima una spesa media annuale, in termini reali, di 28.533 euro, con un incremento annuo di circa 140 euro.
Quanto al retail, spiega Adnkronos, “i negozi sulla rete si diffondono a una velocità 12 volte superiore a quella dei nuovi ristoranti, otto volte superiore a quella di nuove strutture per l’alloggio, venti volte superiore a quella di nuovi negozi alimentari”.
“L’innovazione non deve essere vista come una minaccia, ma è un’opportunità che deve essere messa a disposizione di tutte le imprese con strumenti come la formazione permanente per gli imprenditori e regole certe e uguali per tutti”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti.



