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Anche Prada dice addio alle pellicce

Di Marco Caruccio
23 Mag 2019
Anche Prada dice addio alle pellicce

Miuccia Prada

A partire dalle collezioni femminili P/E 2020, il gruppo Prada non utilizzerà più pellicce animali nella realizzazione di nuovi prodotti. Lo stock continuerà a essere oggetto di vendita fino a esaurimento. L’annuncio è stato diffuso in collaborazione con Fur Free Alliance (Ffa), network che riunisce più di 50 organizzazioni che si battono per la protezione degli animali in oltre 40 Paesi, ed è frutto di un dialogo intercorso tra il gruppo italiano, i membri di Ffa, Lav, The Humane Society of the United States.

Il gruppo Prada si unisce così ai sempre più numerosi luxury brand che preferiscono fare a meno delle pellicce animali, tra cui Gucci, Armani, Versace, Jean Paul Gaultier e Burberry.

“L’innovazione e la responsabilità sociale – ha spiegato in un comunicato Miuccia Prada – sono parte dei valori fondanti del gruppo Prada, e la decisione di sottoscrivere la politica fur free, frutto di un dialogo costruttivo con Fur Free Alliance e in particolare con Lav e con The Humane Society of the United States, rappresenta un importante traguardo nell’ambito di questo nostro impegno. La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività, e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”.

“Fur Free Alliance si congratula con il gruppo Prada per la sua svolta fur-free. Il gruppo e i suoi brand si aggiungono a un elenco sempre più lungo di marchi che testimonia un nuovo approccio dei consumatori nei confronti degli animali”, ha dichiarato Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance. Gli fa eco Simone Pavesi, manager per Lav dell’area Animal Free Fashion: “La decisione del gruppo Prada di adottare una politica fur free è coerente con una nuova idea di lusso più etico e sostenibile, e risponde alle aspettative dei consumatori, oggi più attenti a scegliere prodotti che rispettino l’ambiente e gli animali”.

Di tutt’altro parere Mark Oaten, CEO dell’International Fur Federation (Iff) che nella serata di ieri ha commentato con rammarico la notizia: “Sono sorpreso che un marchio attento alla sostenibilità metta al bando un prodotto naturale come la pelliccia. Ora i clienti Prada avranno come unica alternativa la pelliccia in plastica, che è dannosa per l’ambiente. Invito Prada a ripensare alla scelta presa e confido che i suoi stessi consumatori possano essere liberi di decidere se comprare pellicce vere o false”.

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