Milano è pronta ad accogliere la 49esima edizione di Mido, mostra internazionale di ottica, optometria e oftalmologia, che sarà protagonista da domani, e fino al 25 febbraio, nei padiglioni di Rho Fieramilano in cui saranno presenti 1323 espositori (record per la manifestazione), di cui 110 debuttanti, distribuiti su 52mila mq di spazio espositivo e 7 padiglioni sold out. Oltre alle consuete aree della fiera, quest’anno crescono le superfici dedicate al padiglione More!, nato tre anni fa, e Lab Academy, il laboratorio delle avanguardie dove espongono le start-up.
“Il settore è dinamico e trasmette fiducia – ha dichiarato Giovanni Vitaloni, presidente di Mido e alla sua seconda edizione a capo della fiera. La manifestazione si incammina verso il traguardo storico del mezzo secolo (che verrà festeggiato nel 2020) in un clima che, nonostante le congiunture internazionali, è comunque positivo per il settore”.
Sul fronte dell’andamento economico, secondo i dati di Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici) che fa parte di Confindustria Moda, il 2018 per l’occhialeria italiana è stato un “anno di attesa”. L’export (che assorbe circa il 90% della produzione del settore) si è ripreso nella seconda parte dell’anno e ha chiuso con valori leggermente superiori al 2017 (+1,1%) a 3,7 miliardi di euro (+0,4% montature e +1,2% occhiali da sole). I consumi interni sono risultati al palo, ma buoni sono stati i segnali da produzione (3.865 milioni di euro, a +1,6%) e occupazione (17.673 addetti, a +2,3%). La bilancia commerciale dell’occhialeria italiana continua ad essere largamente in attivo (2.468 milioni di euro il saldo export-import nel 2018). L’area di riferimento per le esportazioni dell’occhialeria resta sempre l’Europa con una crescita tendenziale del 2%. L’export verso l’America ha registrato un +2,2% mentre l’Asia una flessione del 2,2% e l’Africa un calo del 16,2%.
“A livello generale – riporta la nota di Anfao – le prospettive per il 2019 non sono particolarmente brillanti, a causa delle incertezze della Brexit, della guerra commerciale Usa-Cina…ma a dispetto di questi fattori restano anche delle note positive come la crescita comunque consistente degli Stati Uniti”.



