domenica, 7 Giugno 2026
  • ABOUT
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
 Newsletter
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati

Sistema moda, si riducono le imprese “fragili”

Di Giulia Sciola
13 Feb 2019
Sistema moda, si riducono le imprese “fragili”

In tre anni, dal 2013 al 2017, le aziende italiane del settore moda hanno uniformato l’affidabilità creditizia, riducendo le aree di fragilità, e registrato una minore concentrazione dei guadagni. Sono i contorni della fotografia scattata dall’area studi Mediobanca sui bilanci delle 163 aziende della moda tricolore con un fatturato superiore a 100 milioni di euro nel 2017, e presentato oggi in occasione di una tavola rotonda sul settore alla quale hanno partecipato anche Carlo Rivetti (Sportswear Company), Silvio Campara (Golden Goose) e Marco Palmieri (Piquadro). L’analisi ha considerato le performance delle 15 imprese italiane del fashion system con un fatturato superiore a 900 milioni di euro e le 148 aziende con ricavi compresi tra 100 e 900 milioni.

Secondo lo studio, tra il 2013 e il 2017, le big si sono distinte sui parametri di redditività e liquidità, con un ebit margin all’11,6%, in calo dell’1,7% (le medie si sono fermate al 6,8%, ma in crescita dello 0,6%) e una incidenza della liquidità sull’indebitamento del 139,8% (contro il 52,2% delle medie). Nonostante queste differenze, i dati relativi all’affidabilita creditizia dimostrano come la disparità fra le diverse aziende sia in affievolimento. Tra il 2013 e il 2017 è diminuita del 32% la quota di aziende fragili ed è aumentata del 15% quella delle imprese investment grade. Anche la probabilità di fallimento delle imprese fragili è diminuita (-20%).

Un altro aspetto di allineamento riguarda i guadagni. Nel 2013 le top 15 godevano di una forte concentrazione dei profitti (insieme generavano il 77% dei profitti aggregati), mentre nel 2017 la quota è scesa al 56%, il che significa che c’e una maggiore equi-distribuzione degli utili netti tra le grandi e le medie.

Secondo l’analisi, nel 2017 il fatturato aggregato del campione di 163 aziende ha raggiunto i 70,4 miliardi di euro, in crescita del 28,9% rispetto al 2013. Importante l’impatto del sistema moda sull’Italia: rappresenta l’1,3% del Pil nazionale, contro l’1,1% del 2013, dato che conferma la dinamicità del fashion system. Tra i comparti domina l’abbigliamento (40,5% dei ricavi), seguito da pelletteria (20,9% del totale e top performer nell’ambito della redditività) e occhialeria (16,2%).

Un terzo circa delle aziende italiane del settore è sotto il controllo straniero (66 in totale) e la Francia rappresenta il principale partner: ogni sei imprese della moda, una è sotto il controllo dei francesi. La Francia resta il leader del settore moda in Europa. Prendendo in considerazione i fatturati 2013-2017 dei principali gruppi europei della moda (che complessivamente muovono un giro d’affari di 226 miliardi di euro nel 2017), i cugini d’Oltralpe assorbono il 30,3% del fatturato aggregato, seguita da Italia (13,4%) e Spagna (13%). Proprio la Spagna insieme alla Danimarca, invece, si sono messe in luce per la dinamicità di crescita del fatturato nel quadriennio considerato, con un +13,6% e +10 per cento.

Italia leggermente sotto la media europea per export: i grandi gruppi della moda europei si attestano sull’85% mentre l’Italia nel complesso si ferma al 78 per cento. Brilla invece la performance italiana sull’incremento della forza lavoro. Tra il 2013 e il 2017 i gruppi italiani hanno incrementato il numero dei dipendenti di 30mila unità, posizionandosi al secondo posto dopo la Spagna (48mila unità ma legate sostanzialmente a Inditex).

InviaCondividiInvia
Currently Playing

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

Beauty
Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Beauty
Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Beauty
  • FASHION
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • A TU PER TU
Credits

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159

Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • ABOUT
  • HOME
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
NEWSLETTER

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159